Martedì 18 giugno all’Auditorium “Parco della Musica” di Roma, si è svolto l’evento più importante dell’anno di tutto il sistema imprenditoriale Ance: l’assemblea senior. Un momento dove fermarsi, ragionare sugli avvenimenti riguardanti direttamente ed indirettamente il settore e, contemporaneamente, tracciare la rotta illustrando alla componente politica la propria prospettiva futura con proposte concrete per il settore ed inevitabilmente per il Paese.
La relazione della Presidente Brancaccio ha quindi toccato vari aspetti: dal superbonus con 7 miliardi di euro di cantieri oggi fermi ed in attesa di una soluzione per evitare degli scheletri urbani, passando per la normativa EPBD (le cosiddette “case green”), l’importanza della formazione alla sicurezza che passa dalla qualificazione delle imprese e dall’applicazione di CCNL che prevedano corsi continui, al codice appalti ed al PNRR, con una visione futura che deve essere di medio e lungo termine, uscendo da quelli che sono i limiti temporali dei Governi e andando a fare un piano industriale di sviluppo che passi dalla rigenerazione urbana, che dovrà diventare finalmente normata con una normativa nazionale ad hoc.
Ospiti all’evento il neo Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, primo della storia associativa ad essere iscritto nel sistema ANCE, poi carrellata di ospiti di primissimo rilievo: la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, l’ex Premier e Presidente di Italia Viva Matteo Renzi ed il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, con il coordinamento da parte della giornalista Costanza Calabrese.
Con la Ministra Calderone si è parlato inevitabilmente di contrattualistica e qualificazione imprese, una battaglia storica di ANCE, che spinge per contratti che siano di maggior tutela possibile dei lavoratori, che prevedano la formazione continua e che siano paragonabili, in modo da evitare il fenomeno del dumping contrattuale che toglie competitività alle aziende che maggiormente hanno un occhio di riguardo verso la salute dei proprio dipendenti, trovando l’appoggio ed il sostegno politico.
Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, ha parlato della sua esperienza di sindaco, volta ad avere visioni future che, in nome del fare, andassero anche contro ai comitati del no. Durante la sua gestione, fu decisa la realizzazione dell’Auditorium, sede del convegno, progettato dall’archistar Renzo Piano, oltre che di molte altre opere che hanno cambiato volto alla Capitale.
Subito dopo il turno di Matteo Renzi, dove il tema è stato quello di essere disponibile ad appoggiare qualunque proposta programmatica di ampia visione nel caso di riforme ritenute giuste dalla sua visione politica per il bene del Paese. Come Rutelli, ha raccontato della sua esperienza di Sindaco, con riferimento ai no categorici della Sovrintendenza, che possono diventare una spada di Damocle insuperabile per un’opera pubblica, come successe a Firenze per lo stadio Franchi.
A chiudere, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Da parte sua un impegno politico forte: 2032, anno che vedrà il previsto compimento di molte opere pubbliche, parlando del suo impegno politico che deve avere una visione minima di due mandati e di quindi 10 anni di arco temporale su cui poter agire e riuscire a portare risultati tangibili. Riferimento ovviamente al DL “Salvacasa”, ai 39 miliardi di euro di PNRR riguardanti il suo ministero, della normativa europea EPBD. Temi fondamentali e scottanti per il nostro settore e con un risvolto diretto e pratico su tutti i cittadini.
Noi giovani, dobbiamo poter essere al centro delle proposte e delle azioni da svolgersi: abbiamo davanti decenni di lavoro da fare, abbiamo l’obbligo morale verso la nostra Nazione di avere una prospettiva di lungo termine, che porti al benessere economico e sociale condiviso con una platea più ampia possibile.
*“Sono giorni importanti questi. La riunione del G7 in Puglia si è appena conclusa e un nuovo parlamento europeo è stato eletto. Speriamo che la nuova legislatura sappia rispondere maggiormente ai bisogni e agli ideali dei cittadini. L’Europa non è altro da noi. È lì che si devono costruire le premesse per un futuro di benessere e crescita diffusa. Ed è lì che noi guardiamo con attenzione sempre maggiore grazie anche alla presidenza della Fiec che un mese fa è stata affidata al nostro Piero Petrucco. Non sottovalutiamo il grande astensionismo che ha caratterizzato la tornata elettorale italiana. Sa tanto anche questo, di sfiducia e rassegnazione. Ci occorre tutt’altro. A volte ci concentriamo sul particolare: la norma, il cavillo, il comma, l’emendamento. Occorre tutt’altro: coraggio e determinazione. Quello che occorre è la PROSPETTIVA. I prossimi mesi sono cruciali per il nostro futuro. Alle istituzioni impegnate in queste ore anche nei Consigli europei dedicati ai tanti temi strategici, rivolgiamo un appello accorato. Chiediamo loro di affrontare tutte le decisioni con lo stesso spirito con il quale i nostri ragazzi affrontano il loro domani. Come quando dopo aver contratto un debito, magari trentennale per la propria casa o per costruirsi un percorso professionale, brindano e festeggiano. Perché per loro quel debito non è zavorra, ma uno strumento per crescere. Un debito buono. Che ha il sapore di speranza e di prospettiva. Se sapremo imitarli in questo coraggio allora avremo agito per loro e non solo per noi stessi.”
* la conclusione della relazione da parte della Presidente Federica Brancaccio




