Qual è l’elemento fondamentale per produrre un vino di qualità? La famiglia. Proprio mentre su Gambero Rosso il presidente di Fivi (la federazione dei vignaioli indipendenti), Lorenzo Cesconi, ammette che si è esagerato nello storytelling del vino, a San Damiano d’Asti Giancarlo Ponte spiega che la base del successo della Carlin de Paolo, l’azienda vitivinicola che gestisce insieme ai fratelli, è nel forte legame famigliare che li unisce.
Un legame che si vede subito, entrando nella grande cantina. Caratterizzata non solo dalle botti ma dalle foto collocate su ognuna di queste. I genitori, i fratelli, gli amici. È la forza della terra, della tradizione, di queste colline piemontesi su cui maturano grandi uve che, in cantina, diventano i grandi rossi e i grandi bianchi. Anche il nome dell’azienda è un omaggio alle radici. Carlin era il nonno degli attuali proprietari e Paolo era il bisnonno. Quando i cognomi erano solo un aspetto burocratico, le persone venivano identificate sulla base dei rapporti di parentela. Dunque Carlin figlio di Paolo.
Ed ora, oltre a Giancarlo, ci sono Paolo, Davide, Lorenzo. Ed una sorella che lavora in ospedale ma che è sempre parte della famiglia.
Ciascuno con un proprio ruolo, in vigna, in cantina, nella promozione dei vini, nella cucina della Merenderia. Dove si preparano non solo merende ma anche pranzi e cene. Oppure il kit completo da distribuire agli ospiti che preferiscono andare a mangiare nelle aree pic nic tra le vigne. 50 ettari di vigneti, destinati ad aumentare ulteriormente, e poi noccioleti, campi di grano.
Per una produzione che offre il meglio della tipicità piemontese. E con il Bricco della Cappelletta che è una selezione, quasi un marchio a sé, delle uve coltivate in posizione privilegiata: Arneis, Nebbiolo, Barbera e Croatina. Ne derivano 4 vini peculiari, massima espressione di queste terre benedette dagli dei dell’enologia: Terre Alfieri Arneis, Terre Alfieri Nebbiolo, Barbera d’Asti Superiore e Cisterna d’Asti Superiore.
Adesso si aggiunge uno dei vini piemontesi in particolare crescita nell’apprezzamento degli appassionati, lo spumante Alta Langa. Un progetto nato in collaborazione con i fratelli Dagelle che hanno le vigne a Vesime. Famiglie che si incontrano e collaborano. E, sotto la guida dell’enologo Gianfranco Cordero, coinvolgono il cantiniere Pier Michele Casetta, figlio di Luis che era il precedente proprietario del Bricco della Cappelletta e a cui sono dedicati due spumanti.
Un paese vuol dire non essere soli.. e a San Damiano la buona compagnia è assicurata.



