La Russia avanza

5 Dicembre 2024

 

 

La Russia avanza. Sempre più velocemente, in un’Ucraina ormai, palesemente, prossima al tracollo militare. E la fonte non viene da Mosca. Ma dalla stessa Kiev, ed è il Ministero degli Esteri ucraino a rendere, ormai, palese questa preoccupazione.

Espressione che, per altro, è un eufemismo, visto che è evidente, ormai, il panico, il terrore che sta prendendo il governanti intorno a Zelensky. La cui unica speranza sarebbe un intervento diretto della NATO.

Speranza, in verità, sempre più flebile. Perché il governo dell’Amministrazione Biden, negli States, è sempre più prossimo a scadenza. Ed è ben difficile che possa prendere la decisione di intervenire direttamente proprio ora. Certo, può continuare a fornire armi, 850 milioni di dollari l’ultimo stanziamento.

 

Tuttavia entrare direttamente, e ufficialmente, nel conflitto è ben altro paio di maniche. Perché è noto che il subentrante Trump non ha alcuna intenzione di portarlo avanti questo conflitto. E continua a dire che, appena insediato nello Studio Ovale, arriverà a chiuderlo. In breve tempo, e nonostante il comportamento, assolutamente irrituale, dell’Amministrazione Biden in questo periodo.

 

Di qui il terrore che serpeggia tra gli uomini che hanno trascinato l’Ucraina in questa strada senza uscita. E che, ora, cercano di sganciarsi, il più rapidamente possibile, da Zelensky e dal suo destino.

Che appare estremamente fosco.

Vero è che il comico di quart’ordine, proiettato da certi potentati americani al vertice di Kiev, si è premurato di accumulare più ricchezze possibili all’estero. Onde garantirsi una vita serena e felice.

Ma a questa nuova vita, a questo paradiso in terra, il buon Zelensky deve arrivarci. E non è cosa proprio facile.

 

Non tanto per volontà di Putin. Alla Russia il destino del nostro, improvvisato, capataz ucraino interessa ben poco. Mosca ha degli obiettivi precisi. Riprendersi il Donbas, e garantirsi una Ucraina neutrale, cuscinetto con la NATO. Cosa andrà a fare, poi, il buon Zelensky non rientra nei suoi interessi.

 

Il problema, semmai, è interno al regime ucraino. Dove in molti, forse ormai in troppi, cominciano a pensare che il Presidente sia diventato troppo ingombrante. E costituisca un problema per cercare di trattare con i russi. E, per essere espliciti, per salvarsi il collo.

Comunque, il destino di Zelensky appare un fattore estremamente secondario in questa tragedia. Paradossalmente, quasi un interludio farsesco, come in certi drammi di Shakespeare.

 

Il vero problema è ben altro. Se Trump arriverà in tempo per fermare l'”amico” Putin, e indurlo ad accontentarsi di quello che aveva rivendicato, non senza ragioni, fin dall’inizio del conflitto. Crimea e Donbass. E un’Ucraina resa teatro neutrale.

 

Allo Zar, dopo due anni di guerra, potrebbe apparire troppo poco. E potrebbe – condizionale d’obbligo – ascoltare le voci di coloro che, nell’élite russa, pensano sia il caso di andare oltre. Di fatto a riprendersi l’intera Ucraina.

E questo potrebbe aprire a scenari difficili, e pericolosi, da immaginare. Per ora, almeno.

 

Certo, mi si potrebbe dire che, ora come ora, Zelensky sembra ancora godere del sostegno dei membri europei della NATO.

Parliamoci, però, chiaro. Senza “ombrello” americano – che Trump pare deciso a ritirare – la NATO conta, militarmente e politicamente, come il due di coppe quando la briscola sta a bastoni.

 

Ovvero…nulla.

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