Oddio, ci siamo persi la signora Pina. Sì, l’irrinunciabile Pina Picierno rinuncia al Pd e approda nel gruppo Renew, quello di cui fa parte il movimento di Emmanuel Macron, il presidente francese perfetto per i ricchi, come ha sottolineato lo scrittore Emmanuel Carrère che, pure, lo ha votato. Ma la signora Pina, pur rinunciando al Pd, non vuole rinunciare al suo ruolo di prestigio al Parlamento europeo. Dio me l’ha dato, guai a chi me lo tocca.
E a difendere la povera ricca Picierno è scesa in campo Linkiesta, il giornale dei neoazionisti, che sferra l’attacco alla gestione Schlein del Pd.
“Si parte con la mozione contro le spese militari. Poi patrimoniale, reddito minimo o universale, soldi ai giovani, no al nucleare, tasse sugli extraprofitti, Europa boh, Ucraina addio. La grande Sel (Sinistra ecologia libertà era il partito post Rifondazione comunista) prende sempre più corpo. Si chiama Pd. I segni si moltiplicano”.
Quello che fu il Pci, annacquato dalla Margherita, secondo la signora Pina dovrebbe impegnarsi a togliere ogni risparmio delle famiglie italiane del ceto medio – le uniche che pagano davvero le tasse tra lavoratori dipendenti e pensionati – per destinare le risorse alle armi di Kiev. E pazienza se, invece delle armi, la cricca Zelensky si compra i water d’oro.
E poi, perché mai pagare i giovani che lavorano. Il padronato che piace ai neoazionisti è disposto a far lavorare i giovani, ma solo come stagisti non retribuiti. Una mancia ogni tanto, ma ogni tanto, per evitare che si montino la testa e si illudano sul futuro. Se non sono d’accordo, possono sempre andarsene per essere sostituiti da schiavi in arrivo da ogni parte del mondo.
Ovviamente la Pina e i neoazionisti possono sostenere lo sterminio dei bambini palestinesi e libanesi, possono entusiasmarsi per le guerre di Trump, possono eccitarsi pensando agli oligarchi yankee. Ma tutto questo, con una sinistra vera, che rapporto ha?
La sinistra si è persa la signora Pina. Praticamente un dramma
Oddio, ci siamo persi la signora Pina. Sì, l’irrinunciabile Pina Picierno rinuncia al Pd e approda nel gruppo Renew, quello di cui fa parte il movimento di Emmanuel Macron, il presidente francese perfetto per i ricchi, come ha sottolineato lo scrittore Emmanuel Carrère che, pure, lo ha votato. Ma la signora Pina, pur rinunciando al Pd, non vuole rinunciare al suo ruolo di prestigio al Parlamento europeo. Dio me l’ha dato, guai a chi me lo tocca.
E a difendere la povera ricca Picierno è scesa in campo Linkiesta, il giornale dei neoazionisti, che sferra l’attacco alla gestione Schlein del Pd.
“Si parte con la mozione contro le spese militari. Poi patrimoniale, reddito minimo o universale, soldi ai giovani, no al nucleare, tasse sugli extraprofitti, Europa boh, Ucraina addio. La grande Sel (Sinistra ecologia libertà era il partito post Rifondazione comunista) prende sempre più corpo. Si chiama Pd. I segni si moltiplicano”.
Quello che fu il Pci, annacquato dalla Margherita, secondo la signora Pina dovrebbe impegnarsi a togliere ogni risparmio delle famiglie italiane del ceto medio – le uniche che pagano davvero le tasse tra lavoratori dipendenti e pensionati – per destinare le risorse alle armi di Kiev. E pazienza se, invece delle armi, la cricca Zelensky si compra i water d’oro.
E poi, perché mai pagare i giovani che lavorano. Il padronato che piace ai neoazionisti è disposto a far lavorare i giovani, ma solo come stagisti non retribuiti. Una mancia ogni tanto, ma ogni tanto, per evitare che si montino la testa e si illudano sul futuro. Se non sono d’accordo, possono sempre andarsene per essere sostituiti da schiavi in arrivo da ogni parte del mondo.
Ovviamente la Pina e i neoazionisti possono sostenere lo sterminio dei bambini palestinesi e libanesi, possono entusiasmarsi per le guerre di Trump, possono eccitarsi pensando agli oligarchi yankee. Ma tutto questo, con una sinistra vera, che rapporto ha?
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