La strategia del pitone

23 Agosto 2026

 

 

L’impressione è che la Russia proceda con eccessiva lentezza.

Non affonda il colpo, pur avendo, ormai, portato l’Ucraina sull’orlo del collasso.

 

E questa lentezza dà respiro a Kiev. Permette ad una certa propaganda occidentale di parlare, addirittura, di “vittoria ucraina”. Un totale assurdo logico, ma è a questo che un’informazione ormai completamente falsata sembra volersi attaccare. Contro la realtà dei fatti.

 

Tuttavia, resta la questione della lentezza, se vogliamo della cautela con cui Mosca continua a procedere.

Si potrebbe pensare, non del tutto a torto, ad una prudenza politica.

Cercare, comunque, di evitare un dilatarsi del conflitto, che molti in Occidente invece vorrebbero. E continuano, sconsideratamente, a perseguire.

 

Vi è, però, un’altra ipotesi. Che appare più concreta, anche se meno evidente.

Una precisa scelta strategica.

 

Quella che potremmo chiamare la “strategia del pitone”.

 

Innanzitutto i russi, per storia e atteggiamento intellettuale, non hanno mai avuto alcuna fiducia nella, cosiddetta, “Guerra lampo”.

E non a torto, visto che hanno vanificato il Blitzkrieg tedesco della II Guerra Mondiale. E, prima ancora, la stessa offensiva di Napoleone.

Naturalmente tale visione deriva da una proiezione essenzialmente difensiva. La Russia concepisce la guerra, anche quella offensiva, essenzialmente come difesa.

Difesa del proprio territorio, difesa dei propri confini. Difesa della propria sicurezza.

In tale modo di pensare non vi è posto per i blitz.

 

E qui viene fuori il “pitone” di cui si parlava.

Lento, ma inesorabile, che avvolge il nemico, la minaccia, lentamente nelle sue spire.

Gli toglie ogni spazio di manovra. E comincia a soffocarlo. Un po’ alla volta.

Solo alla fine spalanca le fauci. E lo inghiotte.

Rapportate questa immagine a quanto sta avvenendo con l’Ucraina.

 

Mosca si è mossa lentamente, e solo perché convinta, non a torto, che la svolta politica a Kiev rappresentasse una minaccia per la sua sicurezza.

 

Lentezza che è stata, e in parte continua ad essere fraintesa. Confusa con debolezza, che non è assolutamente.

 

In realtà, a poco a poco, la Russia ha avviluppato l’Ucraina nelle sue spire. Ed ora sta accelerando. Intensificando i bombardamenti. Distruggendo sistematicamente la stessa struttura dello Stato ucraino.

 

Poi, alla fine, lo inghiottirà.

E, a quanto si vede, non sembra debba mancare ancora molto.

 

 

 

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