Saldi vietati ai turisti. È la nuova frontiera del turismo valdostano per premiare i villeggianti e i visitatori occasionali. In Valle i saldi sono iniziati ieri, ma non nelle località considerate turistiche. Dove i saldi sono stati rinviati a fine mese. Giusto! Vuoi mica che il turista riparta con dei soldi in tasca dopo le vacanze natalizie, befana compresa?
Già paga cifre assurde per sciare su piste innevate artificialmente in mezzo a prati brulli. Già paga cifre assurde per un aperitivo o per un rifornimento dal benzinaio. Perché mai dovrebbe usufruire dei saldi per acquistare un maglione tipico (tipicamente prodotto in Cina) o un paio di scarponi?
Se proprio vuole gli sconti, può tornare in seguito. In Sud Tirolo addirittura a fine febbraio, per San Valentino. Nel frattempo i prezzi potranno aumentare in modo tale da annullare l’effetto saldi.
Deve essere lo stile di turismo che piace al ministro Santanchè. Riservato ad altospendenti e va bene. Ma altospendenti idioti che amano farsi prendere in giro. Perché il costo di uno spritz non può essere moltiplicato per 3 passando da una città “normale” ad una località turistica. Un succo di frutta non può costare il 40% in più in un supermercato di un paese turistico rispetto al supermercato della medesima catena in una qualsiasi città che non è invasa da visitatori.
Soprattutto quando l’offerta turistica si limita alla possibilità di ammirare bei panorami. Perché i servizi latitano e, quando ci sono, hanno costi proibitivi. Mentre le iniziative per intrattenere gli ospiti sono inesistenti o imbarazzanti. E guai a protestare, per evitare la reprimenda degli operatori turistici locali: “È casa nostra e facciamo quello che vogliamo. Se non ti sta bene, vai altrove”. Giusto. A patto, però, di non chiedere contributi pubblici quando il turista va altrove. Quando i proprietari di seconde case arrivano con l’auto carica di tutto ciò che si può comprare, a minor costo, in città.

