La velocità ferroviaria del 1928? È la speranza di Imperia e Cuneo..

7 Febbraio 2024

Alta velocità ferroviaria? Macchè. La Confesercenti di Imperia chiede che la velocità sulla linea Cuneo-Ventimiglia sia riportata ai livelli del 1928 (quando i treni arrivavano in orario, ma non si può dire). No, non si tratta di fanatici dei viaggi slow, di tifosi dei 30 km orari. Tutt’altro. Per loro tornare al 1928 vorrebbe dire garantire una velocità nettamente superiore a quella attuale, riducendo i tempi di percorrenza tra le due province.

Certo, occorrerebbe il coinvolgimento di Parigi poiché la ferrovia transita per un lungo tratto in territorio francese. Però le reazioni internazionali servono anche a questo, non solo per fornire armi in giro per il mondo.

E poi Piemonte e Liguria, sull’estremo lato occidentale, sono penalizzate anche dagli insopportabili ritardi nell’ultimazione del nuovo tunnel del Tenda. Di ritardo in ritardo, da una giustificazione all’altra. Eppure i collegamenti, ferroviario e stradale, sarebbero indispensabili per il turismo e per il commercio. Ma non c’è verso di farlo comprendere al ministero. Forse è proprio questo riferimento alla ferrovia del 1928 ad imbarazzare il governo che ha cancellato il passato.

Un alibi che non funziona per l’autostrada Aosta-Torino. La Chambre valdôtaine, equivalente delle camere di commercio, ha provato ieri a protestare per il disastro provocato dai cantieri. Per una regione la cui economia è molto legata al turismo è inaccettabile che il rientro domenicale verso Milano richieda 4 ore solo per un contenzioso tra il ministero e la società autostradale. Ora, forse, qualcosa si muoverà in vista del prossimo fine settimana. Anche perché manca un’alternativa, dal momento che la ferrovia è chiusa per i prossimi 3 anni.

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