La Via della Seta cinese si espande in America Latina

28 Luglio 2024

Xi Jinping? Un seguace della politica culturale del ministro delle cerimonie partenopee. Basta con la banalità della cronologia. Giulio Cesare si è ispirato a Napoleone e Marco Polo ha scoperto l’America. Quella meridionale e centrale perlomeno. Così la Via della Seta cancellata da Antonio Tajani per compiacere Washington, riaffiora in America Latina, con accordi stipulati ad hoc tra Pechino e 22 Paesi latinoamericani e dei Caraibi.

 

Lo scorso anno il volume degli scambi tra Cina e Latinoamerica ha sfiorato i 500 miliardi di dollari ma, soprattutto, la cooperazione economica si è estesa dai settori tradizionali – a partire da quelli alimentari – a quelli più innovativi, delle tecnologie avanzate, delle energie rinnovabili.

Una collaborazione sempre più stretta e che infastidisce notevolmente gli Usa ed i maggiordomi europei. Perché è evidente che Pechino sta cercando di diversificare ed incrementare non tanto i fornitori di materie prime, ma soprattutto i mercati di sbocco per i propri prodotti. Con la consapevolezza che il servilismo europeo nei confronti di Washington penalizzerà i rapporti tra Pechino ed il Vecchio Continente. Dunque servono altri Paesi amici, interessati a prodotti cinesi di non elevata qualità ma di prezzo compatibile con il reddito della popolazione.

Non a caso le politiche dell’Occidente collettivo in Africa hanno fatto aumentare la popolazione che non riesce a sfamarsi mentre la penetrazione cinese in America latina è stata accompagnata da una riduzione delle popolazioni che rischiano la fame. Un’offensiva, quella cinese, che si è intensificata negli ultimi 10 anni.  Anche con le iniziative legate ad una Via della Seta sempre più globale.

Adesso il ministro italiano potrà spiegare che Alessandro Magno era partito verso l’Asia seguendo le mappe di Marco Polo e di Magellano..

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