“L’altra. Tre, numero (im)perfetto”. In un’estate che si conclude con infiniti pettegolezzi su una squallida vicenda di corna, politica e carriera – lo scorso anno era stato il turno di una storia di corna, imprenditoria e carriera – arriva in libreria il libro di Raffaella Borea e Laura Rivolta, edito da Web and Magazine. Un testo in cui il racconto di Borea, giornalista ed esperta di comunicazione, si alterna con i commenti e le analisi della psicologa Rivolta.
Ed il racconto è chiaramente dalla parte di quella che viene definita come “altra”. L’amante, insomma. Ma dove il concetto di amante è legato all’amore, non ai favori da richiedere, ai ricatti da minacciare. E il “lui” della storia non è un politico importante, un ricco imprenditore.
Perché il libro non si occupa di gossip, ma di rapporti umani. Di relazioni complicate. Di famiglie scoppiate che si tenta di rappezzare, di passioni, di errori, di sofferenze. La vita vera, non le farse televisive. Una vita con l’altra per più di 10 anni, con gli immancabili problemi delle festività da trascorrere in famiglia, con le tensioni legate alla gestione di una figlia nella coppia ufficiale.
Gelosie, invidie, rabbia, rotture, riappacificazioni, bugie (tante bugie), felicità breve e lunghi momenti di dolore. E Laura Rivolta, implacabile, che dopo ogni capitolo di questa storia interviene per spiegare a Raffaella Borea gli errori compiuti. Che sono poi, in fondo, gli stessi che vengono compiuti in ogni storia in cui si passa da due a tre, appunto il numero imperfetto. Ma con la consapevolezza che, senza questi errori, non ci sarebbero le “altre” o gli “altri”, perché il ruolo di amante vale anche per gli uomini.
In ogni caso è un libro sull’amore. Nulla a che fare con le vicende pubbliche di questi giorni.
Dove la dichiarazione più vera, in linea con quello che potrebbe spiegare la psicologa, è dell’ex marito della protagonista del pettegolezzo: “Dieci anni con la signora Boccia? Ma lei è pazzo! Assolutamente no, un anno mi è bastato e mi è avanzato”.

