L’augurio per il 2024? Un’idea, anche una sola, per politici e imprenditori

1 Gennaio 2024

Come sempre, il primo giorno del nuovo anno non è il momento dei bilanci ma dello sguardo sul futuro. Un problema per un’Italia che si rifiuta di fare bilanci – e se li fa, bara con sé stessa – e che per i prossimi 12 mesi ha predisposto solo chiacchiere e mance elettorali. Non solo inutili ma anche dannose.

Di fronte alla totale mancanza di prospettive, la manovra del governo punta esclusivamente a garantire qualche bonus alle famiglie più povere o a quelle che meglio sanno fregare la mastodontica ed inutile burocrazia. Soldi – non pochi, considerando la disastrosa situazione dei conti pubblici – che non servono alla crescita ma solo a giocare in difesa. Le mance ai più poveri, agli elettori più poveri, non servono per rilanciare i consumi di prodotti italiani che diventano sempre più cari e riservati alla fascia altospendente, tagliando fuori il ceto medio nuovamente massacrato. Sia tra i lavoratori sia tra i pensionati.

Quanto agli assurdi festeggiamenti per l’incasso delle rate del Pnrr, si finge di non capire che la quota prestiti andrà rimborsata e che, per farlo, è indispensabile una crescita che vada ben oltre lo zero virgola o l’1%. Ma costruendo nuove rotonde non si crea sviluppo. Non è colpa del governo se le amministrazioni locali sono prive di idee, esattamente come gli uomini e le donne della maggioranza e dell’opposizione.

È questo il vero problema del 2024, identico al 2023, al 2022 e via via risalendo di decenni. Se sono 30 anni che le retribuzioni reali in Italia non aumentano, ed è l’unico Paese in tutta Europa, è anche perché i corpi intermedi hanno le stesse idee dei politici: il nulla cosmico. Così la politica si inventa le mance per rimediare al lavoro povero ideato dalla società civile.

Peccato che, grazie al patto di stabilità, l’Italia si impoverirà ulteriormente, andando a colpire ciò che resta del ceto medio per ridurre il debito e far contenti gli orchi un po’ ottusi di Bruxelles.

Dunque se qualcosa si può chiedere al nuovo anno è una idea, una sola, che vada ad illuminare le menti di politici e imprenditori. Un’idea possibilmente intelligente, che non si limiti allo sfruttamento ed alla rapina. Un’idea di futuro, un’idea di una diversa società. Magari un’idea di libertà dagli interessi dei padroni statunitensi. Ma probabilmente è chiedere troppo.

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