L’austerità di Giorgetti smaschera le fantasie del governo sulla ricchezza degli italiani

5 Ottobre 2024

Auto in crisi, e si sapeva. Abbigliamento in difficoltà. Vino in caduta. Anche il consumo di pane si riduce. E mentre l’ISTAT conferma un brillante progresso del Pil di ben lo 0,2% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti e dello 0,6% su base annua (cioè il nulla), L’Istituto di statistica assicura che i consumi sono aumentati dello 0,4%. Ed i famigli di Giorgia gongolano, affermando che tutto va bene e che gli italiani sono più ricchi.

Oddio, l’ISTAT spiega anche che la pressione fiscale è aumentata dello 0,7%, ma quella riga non è stata compresa dai membri della maggioranza. Ed è sfuggita anche la lamentela di Confesercenti che rileva un ulteriore calo degli acquisti nei negozi tradizionali.

Però, a frenare tutto questo ottimismo dei vari Malan, Messina, Foti e famigli vari, provvede il ministro Giorgetti. Commercialista privo di grandi slanci, ma più concreto rispetto ai colleghi ed alleati. Così, invece di parlare di grande crescita, di ricchezza in aumento, di consumi record, Giorgetti parla di sacrifici da imporre a tutti, così come previsto dalla costituzione più bella del mondo.

Poi, eventualmente, si vedrà chi sono i “tutti” che devono pagare. Le grandi multinazionali, certo. Le banche, se la famiglia Berlusconi accetterà. Magari anche i fondi internazionali a cui lady Piscina vuole svendere le centrali energetiche italiane. Nel frattempo pagano già i pensionati i cui assegni non vengono rivalutati sulla base dell’inflazione ufficiale che è già più bassa di quella reale.

Persino una parte della sinistra del campo ristretto – quando non è impegnata ad occuparsi di sesso e cessi politicamente corretti – invita il governo a smetterla di massacrare il ceto medio che è l’unico che può far ripartire i consumi e, dunque, un’economia che proprio sui consumi è basata.

Ma i famigli di Giorgia se ne fregano. Gli italiani sono sempre più ricchi, bisogna produrre più auto per rispondere a una domanda che non c’è. E se la domanda non c’è è perché gli italiani sono ancora tutti in vacanza in hotel a 5 stelle. Mangiando caviale e bevendo champagne. Sarà per questo che calano i consumi di pane e di vino italiano.

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