Le due Germanie

30 Giugno 2026

 

 

“Amo tanto la Germania che preferisco averne due”.

 

Beh, sembra proprio che questa battuta al vetriolo del compianto, ora più che mai, Giulio Andreotti, stia tornando di rovente attualità.

 

Perché, dopo lunga pezza dalla sospirata unificazione, la Germania continua, nonostante tutto ad essere duplice.

C’è la Germania dell’Ovest, a lungo impigrita su livelli di benessere sociale fra i più alti nel mondo.

Una Germania che solo ora, e lentamente, sta prendendo coscienza della crisi.

 

Una crisi dura, perché Berlino ha perduto, o meglio ha rinunciato volontariamente al ruolo di principale hub del gas e del petrolio russo che era il fondamento delle sue fortune.

 

E la crisi, ormai, si fa sentire un tutta la Germania.

Tuttavia è diverso, molto diverso, il modo in cui viene avvertita.

 

Nei Länder orientali, l’ex Germania dell’Est, la crisi si sente in modo più immediato. E feroce.

La reazione sì vede già dal voto.

L’AfD, il partito nazionalista, veleggia oltre il trenta/quaranta per cento. E anche altre forze di opposizione, di estrema destra ed estrema sinistra, ottengono risultati non trascurabili.

 

E l’AfD non solo è contrario alla guerra con la Russia, ma vede nel ritorno alla cooperazione con Mosca l’unica possibilità di portare la Germania fuori dall’attuale crisi.

 

Certo, è un partito che sta avanzando, massicciamente, in tutto il paese, e che, però, ha il suo radicamento, e i suoi punti di forza, nei Länder orientali.

Tanto da dare la netta impressione di aver fatto implodere la, cosiddetta, unità nazionale tedesca.

Ed è su questo dualismo della Germania che è intervenuto Bjorn Hocke, di fatto il numero due dell’AfD, e, per molti versi, la sua anima più brutale e popolare.

 

Ed Hocke ha detto, senza infingimenti, che “quelli dell’ovest” per lo più non sono tedeschi, ma solo americani che parlano tedesco.

 

I veri tedeschi sono solo quelli dell’est. Che hanno mantenuto la loro identità, nonostante i decenni di dominio di un regime filosovietico.

 

Non si tratta, solo, di una battuta provocatoria. Il leader populista ha rimarcato, pesantemente come nel suo stile, la nuda e cruda verità.

 

L’occupazione sovietica non ha cambiato i tedeschi dell’est. Può averli oppressi, certo, ma sono, comunque, rimasti loro stessi.

 

Quella americana, molto più morbida in apparenza, ha intimamente e profondamente “corrotto” i tedeschi dell’Ovest. Trasformandoli in degli americani di risulta. Addirittura più “pigri”, meno combattivi. Molto più adusi a vivere nella bambagia.

 

Analisi dura e spietata, ma che contiene molte verità.

 

E Merz, il Cancelliere eletto, si fa per dire, da Black Rock, vorrebbe portare alla guerra con la Russia i tedeschi…

Già, ma quali tedeschi?

Quelli imbottiti di hamburger ed instupiditi dai programmi televisivi?

Quelli che sono la brutta copia, meno bellicosa e più pigra, degli americani?

 

La battuta, feroce e rozza, di Hocke dovrebbe indurre a una ben diversa riflessione.

 

Insomma, forse aveva ragione quella vecchia carogna del nostro Andreotti.

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