“Papà, ora lo so che tutte quelle storie, che mi raccontavi da piccolo, su Santa Lucia, Babbo Natale, la Befana… insomma erano bugie. Solo fiabe. I regali me li porti tu…”
Rizzo le orecchie. E poso il libro. Mi chiama papà (l’ho già scritto) solo nei momenti, per lui, davvero importanti.
E allora?
“Allora tutti questi non esistono. Non sono mai esistiti… è tutto un inganno per i mocciosi. Esiste solo ciò che vediamo… come dicono i miei amici a scuola…”
Scuoto la testa…
Si sbagliano. E sbagli anche tu, se ti convinci che tutte queste… figure fantastiche, non esistano. Esistono. Sul piano della fantasia. E se non portano Doni materiali (è vero, a quelli provvedo io), ne portano altri. Molti e molto più importanti.
“Più importanti? E quali sono, poi? Io, sotto l’albero, trovo solo ciò che ci metti tu… da sempre…”
No. Non trovi, e mai hai trovato, solo ciò che ci metto io. Hai sempre trovato molto di più. E ancora di più ci potrai trovare, se…
“Trovato? E cosa?” Il viso si fa corrucciato. Beh, la sua espressione usuale… Magari un po’ più accentuata quando… pensa.
Hai sempre trovato la capacità di… immaginare. Perché, vedi, ciò che conta non sono i doni portati dalla Befana o da altre creature fantastiche. Ciò che conta davvero è… l’attesa.
“E che c’entra l’attesa?… non capisco…”
Pensaci. Cosa è, o era davvero bello quando, bambino, aspettavi il Natale? Il mattino in cui trovavi i regali sotto l’albero o le giornate precedenti, soprattutto la sera della Vigilia? Quando aspettavi, con ansia, e cercavi di sentire un suono di campanelli…
“Beh, sì… era più bello. Anche perché tu mi raccontavi le fiabe. Tutte quelle storie. La Vecchia con la scopa, i tre Re Magi… sì, era quello il più bello…”
Ed era quello anche il regalo vero. Perché con quelle fiabe, con quell’attesa, in quell’atmosfera incantata, tu andavi sviluppando la capacità di immaginare. Ed è questa… fantasia che può fare di te un vero uomo. Un uomo che non è prigioniero di una realtà, per altro in gran parte falsa, grigia e cupa. Che tende a renderlo solo un automa…
“Ok papy… però ora che so che i regali me li porti tu, non posso più immaginare gli esseri fantastici…”
No. Puoi continuare ad immaginarli, invece. Anzi, ora che non aspetti più giocattoli e caramelle, puoi davvero… vederli. Per come sono.
Perché, sai, la fantasia che hai sviluppato è una… porta. Che ti può permettere di passare da questa, grigia, “realtà”, ad un’altra. E vedere e conoscere ciò che, in genere, agli adulti è vietato…
“Ma allora è una specie di… magia”
Si. La fantasia, se rettamente sviluppata, è la chiave del potere magico. Da bambini siamo tutti, potenzialmente, maghi. Poi, però, ce ne dimentichiamo.
A te non succederà, vedrai…
Mi sorride. Cosa rara. E mi verrebbe voglia di accarezzargli la testa… ma, ormai, è un adolescente. E queste cose…

