Marco Boglione, presidente di BasicNet (Kappa, Robe di Kappa, Superga, Woolrich e vari altri marchi) ha sempre visto il bicchiere mezzo pieno. Anche quando era necessario berselo tutto per essere ottimisti. Ma lui ci ha sempre creduto ed i risultati lo hanno premiato. I risultati della sua azienda, perché quelli della sua città, Torino, possono essere definiti anche solo decenti a patto di avere lenti deformanti e molto appannate.
La città si è drasticamente rimpicciolita rispetto agli anni 70. Può persino essere un bene. Ma non è diventata più ricca, più brillante, più importante a livello internazionale. Aver di fatto perso la Fiat è stato un bene, ma non ha liberato grandi risorse interne. BasicNet non è l’unico caso in controtendenza, ma è uno dei pochi. Pininfarina è diventata indiana, Italdesign Giugiaro prima tedesca e ora indiana, l’Iveco indiana.
Dov’erano i grandi imprenditori subalpini?
Dov’è il grande ruolo internazionale delle università torinesi?
Dove sono gli eserciti di studenti che arrivano a Torino per studiare e poi, immancabilmente, se ne vanno? Se ne vanno insieme ai laureati piemontesi, tra l’altro.
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Ma Boglione, con le lenti deformate, “vede” la Tav. Che, tra una decina d’anni, ridurrà i tempi per raggiungere Lione e Parigi. Non ridurrà i tempi per arrivare da Lione e Parigi perché la classe dirigente torinese non è attrattiva neppure per chi arriva da Trofarello.
E allora, Boglione, forse è meglio cambiare occhiali e provare a cambiare questa classe dirigente inetta ed autoreferenziale. È riuscito a realizzare un miracolo a BasicNet, può provarci in Comune.
Le lenti deformanti di Boglione (BasicNet)
Marco Boglione, presidente di BasicNet (Kappa, Robe di Kappa, Superga, Woolrich e vari altri marchi) ha sempre visto il bicchiere mezzo pieno. Anche quando era necessario berselo tutto per essere ottimisti. Ma lui ci ha sempre creduto ed i risultati lo hanno premiato. I risultati della sua azienda, perché quelli della sua città, Torino, possono essere definiti anche solo decenti a patto di avere lenti deformanti e molto appannate.
La città si è drasticamente rimpicciolita rispetto agli anni 70. Può persino essere un bene. Ma non è diventata più ricca, più brillante, più importante a livello internazionale. Aver di fatto perso la Fiat è stato un bene, ma non ha liberato grandi risorse interne. BasicNet non è l’unico caso in controtendenza, ma è uno dei pochi. Pininfarina è diventata indiana, Italdesign Giugiaro prima tedesca e ora indiana, l’Iveco indiana.
Dov’erano i grandi imprenditori subalpini?
Dov’è il grande ruolo internazionale delle università torinesi?
Dove sono gli eserciti di studenti che arrivano a Torino per studiare e poi, immancabilmente, se ne vanno? Se ne vanno insieme ai laureati piemontesi, tra l’altro.
Ma Boglione, con le lenti deformate, “vede” la Tav. Che, tra una decina d’anni, ridurrà i tempi per raggiungere Lione e Parigi. Non ridurrà i tempi per arrivare da Lione e Parigi perché la classe dirigente torinese non è attrattiva neppure per chi arriva da Trofarello.
E allora, Boglione, forse è meglio cambiare occhiali e provare a cambiare questa classe dirigente inetta ed autoreferenziale. È riuscito a realizzare un miracolo a BasicNet, può provarci in Comune.
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