Le località turistiche italiane non vogliono più le famiglie italiane del ceto medio

23 Luglio 2026

Che bello il turismo slow, esperienziale, dolce. Purché non nel mio paese. I foresti, la gente di via, non li vuole più nessuno. Ormai anche le località più sfigate, meno attraenti e meno frequentate vogliono solo ed esclusivamente turisti altospendenti. Che non si capisce per quale motivo dovrebbero scegliere un paese brutto, con pochi servizi, privo di iniziative e che fa pagare qualsiasi cosa come se offrisse il paradiso terrestre.

Eppure continua e si intensifica la lotta dei residenti contro le famiglie italiane. Innanzitutto quelle più povere, costrette ad un mordi e fuggi nel fine settimana. “Inquinano, intasano le strade, lasciano rifiuti ovunque e non portano denaro perché, per risparmiare, si portano anche il cibo da casa e vanno nelle spiagge libere”. Sono solo alcune delle infinite lamentele che imperversano sui siti social delle località di mare da Nord a Sud. Nella versione montana cambia solo il riferimento alla spiaggia libera sostituito dal bosco pieno di immondizia dopo il passaggio dei merenderos.

Curioso come a nessuno venga in mente che, se un panino e due fette di prosciutto costassero come in città o come nei paesi di provenienza, nessuno si porterebbe il cibo da casa. Se l’affitto di un ombrellone e due lettini avesse un prezzo accettabile, molti preferirebbero uno stabilimento balneare alla spiaggia libera.

Risultato? Poca gente dal lunedì al venerdì e folla nel fine settimana. Con code interminabili sulle autostrade e sulle strade, treni presi d’assalto e nervosismo alle stelle.

Ma dopo aver messo sotto accusa le famiglie del weekend, i residenti passano all’attacco dei possessori delle seconde case. Anche loro sotto accusa per aver ridotto i consumi in loco, per portarsi dalle città vino, olio, prodotti per la casa. Colpevoli di non accettare la logica dei rincari senza senso. Colpevoli, in realtà, di essere foresti, forestieri, di via. Colpevoli di aprire casa con sempre minore frequenza per risparmiare su benzina ed autostrada.

Restano i turisti da hotel. Perché gli alberghi sono pieni. E, qualcosa, gli albergatori acquistano sul territorio. Mentre gli ospiti frequentano la spiaggia a pagamento. Se mangiano in hotel non arricchiscono i ristoranti del paese, non acquistano nelle botteghe alimentari, però forse fingono di entusiasmarsi per pessime manifestazioni di falso folklore ormai disertate da chi è un ospite abituale della località. Abituale ma sempre più indesiderato.

 

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