L’economista va alla guerra

10 Giugno 2024

 

Rimpasto di governo a Mosca. Poche settimane fa, Vladimir Putin, al suo quinto mandato, conferma il capo del governo, il ministro degli esteri e la gran parte degli altri ministri. In base al principio, squadra vincente non si cambia.

Unica eccezione clamorosa, il Ministero della Difesa. Dove sostituisce un generale Serghei Shoigu – per altro promosso a Segretario del, potentissimo, Consiglio di Sicurezza – con un economista Andreij Belovic Belousov. Un fedelissimo sostituito con un altro fedelissimo.

 

Ridda di ipotesi sui media occidentali. Epurazione, faide interne al Cremlino…tutte, più o meno campate in aria. Nutrite dal desiderio, illusorio, che la Russia sia in crisi. E sul punto di crollare.

 

Quasi nessuno, però, che si sia soffermato sul dato più eclatante, e “strano”, di questo cambio della guardia.

Belousov non è un militare, ma un economista.

 

E in questo, appunto, sta la…stranezza su cui bisognerebbe riflettere. In pieno conflitto con l’Ucraina, e, di fatto, con la NATO, viene chiamato alla Difesa un uomo che mai di eserciti e di strategia militare si è occupato. Ma che ha un curriculum di tutto rispetto in campo economico. Politiche industriali e relazioni economiche internazionali.

 

Ora è evidente che il nuovo Ministro non si occuperà di strategie militari, piani di battaglia ed altre cose. Queste saranno competenza del Consiglio di Sicurezza. E, quindi, ancora di Shoighu.

Ma il suo arrivo dimostra come al Cremlino vi sia, ormai, un diverso approccio alla guerra.

Come Putin e il suo entourage si siano convinti che sarà lunga. Lunghissima.

 

Non l’Operazione Speciale, certo. È ormai palese che l’Ucraina crollerà presto sotto il profilo militare. Le promesse di Biden a Zelenski , le fantasie di una nuova, grande, controffensiva nel 2025, appartengono alla lista dei desideri per Babbo Natale. Non alla realtà.

Ma anche se la pratica Kiev appare destinata a venire liquidata in pochi mesi, questo non significa che si possa pensare ad un ritorno alla pace. Anzi…

 

La Russia si sta preparando ad una lunga guerra asimmetrica con Washington e con l’Occidente Collettivo.

La Georgia, la Moldavia, la Bosnia saranno, con ogni probabilità, i prossimi teatri di questo confronto.

E una guerra di questo tipo richiede una riorganizzazione di tutto il sistema. Per non rischiare il logoramento che potrebbe portare, questo sì, alla sconfitta.

Putin, evidentemente, non ha dimenticato che Mosca perse la Guerra Fredda sul piano economico. La sua economia crollò, incapace di reggere il lungo, estenuante, conflitto con quelle occidentali. Fu la fine dell’URSS e del suo impero.

Ma, ora, sembra che il Cremlino abbia fatto tesoro della, brutta, lezione del passato.

 

Questa nuova Guerra Mondiale non sarà, a quanto sembra, “fredda”. Ci saranno battaglie, morte e distruzione. Ma sarà, tuttavia, asimmetrica. E, per reggere il confronto, per mirare sia a vittorie di settore, che alla sconfitta finale del competitore, la Russia si deve attrezzare. Trasformare il suo sistema industriale, che è in forte crescita, in una poderosa macchina da guerra. E utilizzare i rapporti commerciali con l’estero per procurarsi alleati in tutti gli scenari geopolitici. Strappandoli a Washington. Come già sta avvenendo in parte dell’Africa.

 

Ezra Pound dice che l’economia sta alla nostra epoca come le battaglie stavano a quella di Omero e dell’Iliade.

 

Ed ora possiamo constatare quanto avesse ragione. Perché vediamo l’economista andare alla guerra.

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