L’Europa in piazza contro i maggiordomi guerrafondai. In Italia si discute sui tifosi di calcio

25 Gennaio 2024

Ma come? I governi di Germania, Francia e Italia decidono di spendere altri soldi pubblici per fare la guerra nel Mar Rosso, e i sudditi organizzano scioperi invece di stringere la cinghia e sostenere le iniziative dei maggiordomi di Biden? Se andiamo avanti di questo passo finisce che ci ritroviamo con una nuova rivolta di Spartaco e non si possono neppure sprecare i miliardi di euro per la banda Zelensky.

In attesa che al circolo della Garbatella scoprano dove gioca ‘sto Spartaco, la Germania si blocca. E dopo aver finto di non vedere il blocco dei trattori dei contadini tedeschi, questa volta persino i disinformatori italiani hanno dovuto far cenno alla settimana di sciopero dei ferrovieri della Germania in crisi. Mentre, a causa di due morti ad un posto di blocco, si è dovuto parlare delle proteste degli agricoltori francesi. Nonostante il delirante entusiasmo dei giornalisti politicamente corretti per il nuovo primo ministro transalpino. Per la sua competenza? No, perché è gay. I criteri per l’entusiasmo prescindono dal merito.

Per fortuna che in Italia i motivi dello scontro sociale sono legati alle partite di calcio. Ed anche il cordoglio generale per la scomparsa di Gigi Riva è servito a far dimenticare la svendita delle aziende pubbliche, la vergognosa richiesta di soldi da parte di Stellantis, le periferie allo sbando, il lavoro povero.

Così tra un funerale ed un arbitraggio indecente, la distrazione di massa impedisce di coagulare una protesta significativa. Anzi, lo show dei Tg spiega ai sudditi che la guerra è sacrosanta, che i soldi regalati alla famiglia Zelensky sono ben spesi, che i sacrifici sono irrisori ed anzi più soldi si sprecano per le guerre e più si diventa tutti ricchi.

Peggio per i tedeschi ed i francesi che non ci credono. E che si ritrovano con sondaggi che premiano Marine Le Pen in Francia e Afd e Sahra Wagenknecht in Germania. È soprattutto Berlino a preoccupare. Perché in Francia si è già votato e le europee premieranno l’estrema destra ma non in misura tale da ribaltare la situazione a Bruxelles. Ma in Germania il crollo dei consensi per il cancelliere Scholz non può essere nascosto. Mentre Afd e Wagenknecht, teoricamente sui lati opposti dello scenario, sono molto più vicini di quanto sperino i leader dei partiti tradizionali. Che sono terrorizzati di fronte alla prospettiva di un fronte comune dei partiti che hanno una base popolare e non allineata ai voleri di Washington e Bruxelles.

Una paura che comincia a serpeggiare persino nella sonnolente Italia. Per le iniziative di Marco Rizzo e in attesa di quelle annunciate di Alemanno.

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