Una nave mercantile, battente bandiera cineee e diretta verso l’Iran, viene intercettata e bloccata in acque internazionali da navi militari statunitensi. Che stanno, appunto, operando un embargo intorno al Golfo Persico e a tutti gli accessi verso i porti iraniani.
La reazione cinese è asciutta e formale. Appunto per questo, ancora più inquietante.

Il Ministero degli Esteri di Pechino emette una nota in cui dice, seccamente, che la flotta statunitense non ha alcun diritto di intercettare, in acque internazionali, navi dirette o provenienti dall’Iran.
E precisa, per sovramercato, che tali atti ledono gravemente gli interessi cinesi. E che non verranno più tollerati.
Nello stile, formale, della Cancelleria di Pechino è un ultimo avviso.
Il comportamento americano conduce, diretto, al conflitto. La Cina non può tollerare questa continua lesione dei suoi interessi commerciali.
Ora, non ê possibile che a Washington non sappiano di queste cose. Né, soprattutto, che ignorino dove potrebbe condurre il persistere in questa strategia del blocco navale.
Lo sanno. Lo sanno perfettamente, eppure insistono su questa strada.

Non si tratta, soltanto, del conflitto con l’Iran. Piuttosto di un aver gettato la maschera, palesando la vera natura della superpotenza statunitense.
Che è la stessa, identica, natura della Tortuga dell’Olonese. Ovvero un Impero della filibusta proteso a controllare i mari e le rotte di navigazione. Ignorando scientemente leggi, convenzioni, trattati…
Naturalmente, la vecchia Tortuga esercitava un impero limitato.
Washington ha, invece, la pretesa di un dominio pressocchè universale su tutti i mari del mondo.
E questo, inevitabilmente, la conduce in un tunnel dal quale è estremamente difficile vedere uno spiraglio di luce.
Un tunnel che, facilmente, la potrebbe portare alla guerra con Pechino.
Guerra, sia chiaro, che la Cina preferirebbe evitare.
Tuttavia la dirigenza cinese non può tollerare un blocco navale che metterebbe a rischio il suo sviluppo economico.
Ed è pronta, ormai, al conflitto.

Washington, con Trump, ha definitivamente, gettatio la maschera. È una talassocrazia. Vuole controllare mari e rotte. Impedire i commerci che non vanno a suo vantaggio.
È un impero della filibusta. Di proporzioni mai viste. Il regno dei corsari.
E lo è da molto tempo.
Trump ha solo il, discutibile, merito di aver reso più evidente questa natura del dominio americano.