Alla fine l’Occidente si è dunque ordinatamente ricompattato sotto la direzione di Trump, ma ovviamente nell’ambito degli obiettivi dei Signori di Davos, che sono i veri padroni e governanti dell’Occidente.
L’obiettivo principale di questi signori sarebbe riconquistare il mondo intero e riportarlo sotto le loro regole, che sono poi quelle del turbocapitalismo e della finanza speculativa, entrambe in mani private, che poi sono le loro mani…
Ma questo obiettivo oramai è un sogno irraggiungibile da almeno quindici anni; Cina, Russia, India e progressivamente i Paesi dei BRICS si stanno sempre di più allontanando dalle grinfie delle strutture di potere dell’Occidente (ONU, NATO, Banca Mondiale, Fondo monetario, eccetera) e stanno costruendo le loro strutture che inevitabilmente si contrapporranno sempre di più a quelle dell’Occidente, difatti oramai siamo in un multipolarismo effettivo e operante e chi rimane ai “santi vecchi” dimostra di essere cieco, oppure è semplicemente al servizio della propaganda occidentale.

Ma allora Trump e i Signori di Davos cosa perseguono veramente?
Intanto è da escludere l’ipotesi di una diretta guerra termonucleare tra i due contendenti, per ragioni ovvie: anche chi si contrappone all’Occidente ha armi nucleari e tecnologie ibride di ogni genere, perciò i Signori di Davos non hanno la minima intenzione di prendere sopra le proprie lussuose residenze in Europa e negli USA qualche testata nucleare.
Si tranquillizzino dunque gli occidentali ansiosi, nessuna apocalittica Armageddon finale, ma invece ben altre pesanti conseguenze ben poco evitabili.
È comprensibile infatti e da tutti i punti di vista la linea che dovrà essere perseguita: l’Occidente decadente e pieno di contraddizioni interne deve cercare di conservare il controllo delle parti dell’Impero che può ancora effettivamente dominare.

Se la Russia, la Cina e i BRICS sono oramai imprendibili, allora si deve creare il massimo delle difficoltà – economiche, finanziarie, militari – ai nemici e combattere con ogni mezzo per non perdere l’Africa, il sud-America, quel che resta dell’Asia, insomma lottare perché il Limes sia più lontano possibile dal famoso “miliardo d’oro” (appunto gli USA, Canada, Gran Bretagna e Unione Europea, Australia e Giappone).
Ma un problema ineludibile è che gli USA sono in piena crisi economica e finanziaria al loro interno e dunque?
Allora occorre far pagare una buona parte della gestione mastodontica dell’Impero alle colonie più ricche, dunque all’Europa: così nascono i dazi al 30% per gli europei e poi l’obbligo di portare le spese militari, solitamente attorno al 2%, sino al 5% del PIL, ma non basta perché anche la guerra in Ucraina – che non si può interrompere per non far vincere la Russia – deve essere finanziata dagli europei, così gli USA gentilmente costruiranno tutte le armi necessarie ma le pagheranno gli europei.
Ma c’è un altro problema ineludibile: in Occidente domina la legge dei Signori di Davos, dove il turbocapitalismo e la finanza speculativa in mano privata dettano legge nell’economia, ma questo meccanismo genera necessariamente divisioni sempre più profonde nella società occidentale, portando alla scomparsa del ceto medio. In altre parole: il sistema occidentale drena strutturalmente risorse dal ceto medio e da quelli popolari per collocarle ai più ricchi, al famoso 1% più ricco, di conseguenza il 99% della popolazione occidentale ogni anno diventa sempre più povera.

I BRICS però non seguono affatto questo sistema e accompagnano l’iniziativa privata in economia con una forte presenza dello Stato nell’economia, come una volta – prima del 1989 – si faceva anche in Europa e in Italia, oltre a controllare anche la finanza speculativa e le banche, come ancora una volta si faceva in Occidente prima del 1989.
Il confronto con i BRICS si farà dunque sempre più duro perché il cosiddetto sistema misto nell’economia – appunto la sinergia di pubblico e privato con lo Stato che controlla le banche e la sovranità monetaria – è incomparabilmente più efficiente ed elastico rispetto al turbo-capitalismo occidentale, dove le grandi multinazionali assieme alle grandi banche private d’investimento controllano ogni settore dell’economia e della finanza.
In altre parole: il sistema privato globale occidentale è costruito per funzionare come un totalitarismo della finanza speculativa, e se tutto il mondo è subordinato ad un tale sistema, allora il sistema funziona, certo le differenze aumentano e le risorse vanno organicamente e progressivamente nelle mani dell’1% più ricco, mentre l’altro 99% diventa sempre più povero e subordinato…
Si può dire che dal 1991 alla crisi del 2008 il mondo ha subito questo giogo, ha dovuto subire le regole dei Signori di Davos e della finanza speculativa, ma progressivamente con il sorgere delle contraddizioni e la nascita dei BRICS, che agli inizi venivano ridicolizzati, le cose sono cambiate radicalmente.

Oramai il sistema occidentale può essere imposto forse solo al 50% del mondo o forse anche meno, se consideriamo la popolazione, di conseguenza le truffe della finanza speculativa, o i giochi truccati del Fondo Monetario e della Banca Mondiale, per più di mezzo mondo lasciano il tempo che trovano…
Per capire nei dettagli: le risorse del mondo al di fuori dell’Occidente devono essere oramai pagate ai prezzi che decidono i nostri nemici e non la nostra speculazione finanziaria e noi non possiamo obbligarli a vendercele al prezzo che ci pare, così presto sarà anche per il destino del dollaro, perché noi non possiamo obbligare i nostri nemici a commerciare con la nostra moneta…
Si aprono dunque tempi ardui: nessuna guerra nucleare certo ma radicale impoverimento dell’Europa, che dovrà pagare le contraddizioni interne degli USA, oltre alla rinunzia dell’energia a basso costo russa e ai mercati dei BRICS, dovremo anche pagare la guerra in Ucraina, il riarmo dei nostri eserciti – con armi americane, per migliorare l’industria USA – e per giunta dovremo accettare anche nuovi dazi che assicurino le risorse al centro dell’Impero, che sarà comunque sempre in difficoltà perché gli altri – appunto i BRICS – oramai sono armati con il nucleare e dunque liberi dalle grinfie del nostro neocolonialismo – pardon! – dei Signori di Davos.