L’incapacità dei famigli di sora Giorgia di chiedere scusa a chi è colpevole di essere migliore

17 Luglio 2026

“Usata e non difesa”. Così dichiara Beatrice Venezi, scaricata da un governo che l’aveva utilizzata come specchietto per le allodole fingendo di avere attenzione per la cultura. E “non difeso” è stato anche Daniele Dell’Orco la cui casa editrice, Idrovolante, è stata esclusa dalla prossima edizione della fiera libraria romana. Pietrangelo Buttafuoco, invece, è stato direttamente attaccato dai sedicenti vertici culturali del governo e della maggioranza (Lega esclusa). Ovviamente costoro hanno completamente ignorato le iniziative librarie di controcultura che, nonostante i politici, riescono comunque a svolgersi in varie parti del Paese.

È un problema di ignoranza? Di vigliaccheria? O semplicemente di paura della concorrenza? Forse di tutto questo, insieme.

Famigliari e famigli, una compagnia di giro di impressionante incapacità, riesce però a compattarsi quando deve lamentarsi per il mancato sostegno da parte delle persone scaricate, dimenticate, usate e non difese. Venezi spiega che non andrebbe più ad Atreju, dopo il trattamento ricevuto, dopo l’inqualificabile comportamento del miracolato ministro Giuli. Ma qualcuno si indigna persino per la reazione della musicista. Bisogna incassare e tacere, se non si vuol finire sul taccuino dove sono segnate le zecche rosse.

Anzi, bisogna incassare e sostenere gli incapaci. Fingendo che sappiano leggere e scrivere. Fingendo che sappiano cosa sia la cultura. Fingendo che rispettino gli impegni. Fingendo che abbiano una seppur vaga idea del significato di coerenza.

Le elezioni si avvicinano, i sondaggi preoccupano. Ma l’arroganza impedisce di chiedere scusa.

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