La Germania è stata bloccata, per una settimana, dalle manifestazioni di protesta degli agricoltori. A cui si sono aggiunti i ferrovieri. Le TV italiane non se ne sono accorte. Strano, no? In Irak i curdi sostenuti dagli Usa hanno attaccato una base turca uccidendo 9 soldati di Ankara. Provocando le sacrosante proteste di Erdogan contro Washington. Le TV italiane non si sono accorte neppure di questo. Perché non potevano raccontare che un Paese Nato ha osato arrabbiarsi con il padrone statunitense.
Curioso questo modo di gestire l’informazione in Italia. Come se ci fosse una sorta di censura. O autocensura, che sarebbe anche peggio. Un giornalismo schierato e fazioso. Che glissa sui crimini di Israele, con una strage continua a Gaza di donne e bambini, ma si indigna per una repressione con molti meno morti a Teheran. Che si entusiasma per Usa e Gran Bretagna, portatori sani di democrazia attraverso bombardamenti indiscriminati, ma protesta se le le navi container devono impiegare più tempo a trasportare le magliette cinesi. Che si dispera per Navalny e ignora completamente Assange.
Poi si organizzano confronti per cercare, inutilmente, di capire le ragioni del crollo delle vendite di quotidiani e degli ascolti dei TG. Ed il bello è che davvero non riescono a comprendere i motivi di questo disastro. Totalmente indifferenti alla realtà, totalmente schierati al servizio del pensiero unico obbligatorio che, purtroppo per loro, entusiasma sempre meno il pubblico.
