Linkiesta va alla guerra. La guerra delle idee, all’apparenza. I democratici e gli europeisti – scrive Francesco Cundari – “hanno perso, da tempo, la battaglia delle idee, dell’informazione e della cultura”. A vantaggio dei populisti, di destra e di sinistra.
Una tesi curiosa, considerando che “democratici ed europeisti”, insomma i buoni, controllano tutte le principali testate giornalistiche italiane, conducono i principali talk show televisivi, gestiscono la stragrande maggioranza della produzione libraria nazionale. Come hanno fatto a perdere la “battaglia delle idee, dell’informazione e della cultura”?
Però il buon Cundari non è un bugiardo. Magari smemorato, ma non bugiardo. La battaglia che piace a lui, i buoni, l’hanno persa davvero nonostante uno schieramento d’armi intellettuali senza precedenti. La bomba nucleare contro trogloditi armati di pietre e bastoni. Ma ai buoni è venuta meno una qualità fondamentale: la credibilità.
Sostituita da spocchia, arroganza, presunzione. E con l’errata convinzione che non esistessero alternative alla loro narrazione al servizio degli oligarchi. Errore gravissimo. Perché la credibilità se la sono conquistata le casalinghe sui social, arrabbiandosi per gli scontrini della spesa che aumentavano molto di più rispetto a quanto sostenuto dalla disinformazione dei buoni.
Se la sono conquistata i ragazzini brufolosi che sui social raccontavano di non poter andare in vacanza perché il turismo è un privilegio per altospendenti.
Se la sono conquistata gli anziani che, sui social, protestano per un servizio sanitario in continuo peggioramento mentre i buoni sostenevano che aumentare le spese militari per mantenere Zelensky e la sua banda dei cessi d’oro era cosa buona, giusta e sostenibile.
Ma ora i buoni si indignano perché i cattivi populisti non vigliono mandare non solo le armi ma neppure i soldati italiani a morire per Zelensky. Magari i soldati presi da un servizio di leva da rimettere e da rendere obbligatorio. I giovani italiani, ovviamente, non gli eroici intellettuali che piacciono a Cundari.
Che forse conosce un vecchio brano di Boris Vian, Le déserteur.
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m’en vais déserter
…….
Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et je dirai aux gens
Refusez d’obéir
Refusez de la faire
N’allez pas à la guerre
Refusez de partir
S’il faut donner son sang
Allez donner le vôtre
Se non lo conosce può soffermarsi sugli ultimi due versi qui riprodotti: Se bisogna donare il proprio sangue, date il vostro. La canzone era rivolta al Presidente. Ma va benissimo anche per tutti i guerrafondai.
Linkiesta va alla guerra: armiamoci e partite..
Linkiesta va alla guerra. La guerra delle idee, all’apparenza. I democratici e gli europeisti – scrive Francesco Cundari – “hanno perso, da tempo, la battaglia delle idee, dell’informazione e della cultura”. A vantaggio dei populisti, di destra e di sinistra.
Una tesi curiosa, considerando che “democratici ed europeisti”, insomma i buoni, controllano tutte le principali testate giornalistiche italiane, conducono i principali talk show televisivi, gestiscono la stragrande maggioranza della produzione libraria nazionale. Come hanno fatto a perdere la “battaglia delle idee, dell’informazione e della cultura”?
Però il buon Cundari non è un bugiardo. Magari smemorato, ma non bugiardo. La battaglia che piace a lui, i buoni, l’hanno persa davvero nonostante uno schieramento d’armi intellettuali senza precedenti. La bomba nucleare contro trogloditi armati di pietre e bastoni. Ma ai buoni è venuta meno una qualità fondamentale: la credibilità.
Sostituita da spocchia, arroganza, presunzione. E con l’errata convinzione che non esistessero alternative alla loro narrazione al servizio degli oligarchi. Errore gravissimo. Perché la credibilità se la sono conquistata le casalinghe sui social, arrabbiandosi per gli scontrini della spesa che aumentavano molto di più rispetto a quanto sostenuto dalla disinformazione dei buoni.
Se la sono conquistata i ragazzini brufolosi che sui social raccontavano di non poter andare in vacanza perché il turismo è un privilegio per altospendenti.
Se la sono conquistata gli anziani che, sui social, protestano per un servizio sanitario in continuo peggioramento mentre i buoni sostenevano che aumentare le spese militari per mantenere Zelensky e la sua banda dei cessi d’oro era cosa buona, giusta e sostenibile.
Ma ora i buoni si indignano perché i cattivi populisti non vigliono mandare non solo le armi ma neppure i soldati italiani a morire per Zelensky. Magari i soldati presi da un servizio di leva da rimettere e da rendere obbligatorio. I giovani italiani, ovviamente, non gli eroici intellettuali che piacciono a Cundari.
Che forse conosce un vecchio brano di Boris Vian, Le déserteur.
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m’en vais déserter
…….
Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et je dirai aux gens
Refusez d’obéir
Refusez de la faire
N’allez pas à la guerre
Refusez de partir
S’il faut donner son sang
Allez donner le vôtre
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