L’inutile farsa dell’esercito a pattugliare le periferie

20 Febbraio 2024

Il governo corre ai ripari di fronte alla crescente violenza nelle periferie urbane, allo spaccio di droga senza freni, alle aggressioni di giorno e di notte. E spedisce l’esercito a pattugliare le strade. Risultati? Inesistenti. Nel migliore dei casi, ma solo nel migliore, gli spacciatori si spostano nella via adiacente. Però, in realtà, non si muovono neppure. Aspettano che la pattuglia passi, sospendono le consegne per un paio di minuti. E poi ricominciano indisturbati il loro lercio lavoro.

D’altronde perché mai rinunciare ad una lucrosa attività? Tanto non rischiano nulla. Se proprio vengono fermati, li si ritrova dopo un paio di giorni nella medesima postazione. Le strade dello spaccio sono note a tutti, in ogni città. Basta seguire i servizi di Brumotti a Striscia la Notizia. Ma non ci sarebbe neppure bisogno. Perché tutti i cittadini vedono e sono obbligati a convivere con queste realtà. Nella totale indifferenza delle istituzioni. Che non si sa neppure a cosa servano, se non a rappresentare un costo enorme per le tasche dei contribuenti.

La speranza è che le nuove pattuglie riducano, almeno, le aggressioni e le risse. Ma non è scontato nemmeno questo. Le scene delle aggressioni contro gli inviati di Striscia, o dei giornalisti di Mario Giordano che denunciano le occupazioni abusive di case, vedono immancabilmente le forze dell’ordine impegnate ad evitare l’arresto degli aggressori. Tutt’al più si degnano di proteggere gli aggrediti. Ma la deterrenza delle divise e, in teoria, della giustizia è totalmente inesistente.

Borseggiatrici in metropolitana, baby gang ovunque, rapine e scippi. Tutti in libertà. E tutti zitti perché le istituzioni non devono essere infastidite.

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