Eterogenesi dei fini, la vicenda dell’invasione di Ceuta. Il problema è decifrare lo scopo iniziale. Di sicuro i protagonisti non sono i poteri occulti, le massonerie globali evocati dai complottisti. È stata un’operazione molto più pedestre, senza bisogno di volare alto. Voluta, sicuramente, dal Marocco che ha favorito l’invasione spintanea dell’enclave spagnola. Ma perché? Per punire autonomamente la crescente vicinanza tra Madrid e Algeri? Oppure per punire Madrid per conto di Netanyahu per il sostegno al popolo palestinese? O, ancora, per conto di Trump che è arrivato allo scontro aperto con la Spagna?
Forse tutti insieme, una convergenza di interessi.
Però i risultati non sono stati quelli voluti. La popolazione spagnola di Ceuta si è ribellata e il Marocco ha assicurato che si riprenderà tutti gli invasori. Proprio tutti. Nonostante i servizi strappalacrime del Tg5 Tel Aviv di Marina Berlusconi che raccontavano la fuga di almeno 7mila minori non accompagnati. Al di là delle menate immigrazioniste, sarebbe interessante scoprire da dove è arrivato il dato. Perché se fossero dati ufficiali, e se i pochi funzionari spagnoli a Ceuta fossero davvero riusciti, in poche ore, a fermare, riconoscere e schedare 60mila clandestini, allora bisognerebbe spedire immediatamente tutti i burocrati italiani, tutti i responsabili del settore immigrazione, a prendere lezioni di efficienza dai colleghi spagnoli.
Al di là della farsa giornalistica, però, la vicenda ha obbligato l’intera Europa a prendere coscienza di un problema colossale. Le invasioni non possono continuare ad essere nascoste, spacciate – come fa il governo italiano – per flussi regolari indispensabili all’economia del Paese. Solo una squallida ipocrisia.
E, sempre per l’eterogenesi dei fini, tutti sono stati obbligati a confrontarsi con la realtà di un’Unione europea che è una buffonata. Costosissima buffonata. Con il governo italiano che sospende il trattato di Schengen mentre la Spagna pubblica i dati ufficiali da cui risulta che gli arrivi dei migranti in Italia sono il doppio di quelli della Spagna. E in Italia, in alta Valsusa, è aperta da anni una struttura in cui vengono distribuiti, ai clandestini, abiti e scarpe per affrontare i sentieri che portano nella vicina Francia.
Però sono tutti uniti quando si tratta di prendere soldi dei contribuenti per la guerra di Zelensky.
L’invasione di Ceuta, un fallimento di Marocco, Usa e Israele
Eterogenesi dei fini, la vicenda dell’invasione di Ceuta. Il problema è decifrare lo scopo iniziale. Di sicuro i protagonisti non sono i poteri occulti, le massonerie globali evocati dai complottisti. È stata un’operazione molto più pedestre, senza bisogno di volare alto. Voluta, sicuramente, dal Marocco che ha favorito l’invasione spintanea dell’enclave spagnola. Ma perché? Per punire autonomamente la crescente vicinanza tra Madrid e Algeri? Oppure per punire Madrid per conto di Netanyahu per il sostegno al popolo palestinese? O, ancora, per conto di Trump che è arrivato allo scontro aperto con la Spagna?
Forse tutti insieme, una convergenza di interessi.
Però i risultati non sono stati quelli voluti. La popolazione spagnola di Ceuta si è ribellata e il Marocco ha assicurato che si riprenderà tutti gli invasori. Proprio tutti. Nonostante i servizi strappalacrime del Tg5 Tel Aviv di Marina Berlusconi che raccontavano la fuga di almeno 7mila minori non accompagnati. Al di là delle menate immigrazioniste, sarebbe interessante scoprire da dove è arrivato il dato. Perché se fossero dati ufficiali, e se i pochi funzionari spagnoli a Ceuta fossero davvero riusciti, in poche ore, a fermare, riconoscere e schedare 60mila clandestini, allora bisognerebbe spedire immediatamente tutti i burocrati italiani, tutti i responsabili del settore immigrazione, a prendere lezioni di efficienza dai colleghi spagnoli.
Al di là della farsa giornalistica, però, la vicenda ha obbligato l’intera Europa a prendere coscienza di un problema colossale. Le invasioni non possono continuare ad essere nascoste, spacciate – come fa il governo italiano – per flussi regolari indispensabili all’economia del Paese. Solo una squallida ipocrisia.
E, sempre per l’eterogenesi dei fini, tutti sono stati obbligati a confrontarsi con la realtà di un’Unione europea che è una buffonata. Costosissima buffonata. Con il governo italiano che sospende il trattato di Schengen mentre la Spagna pubblica i dati ufficiali da cui risulta che gli arrivi dei migranti in Italia sono il doppio di quelli della Spagna. E in Italia, in alta Valsusa, è aperta da anni una struttura in cui vengono distribuiti, ai clandestini, abiti e scarpe per affrontare i sentieri che portano nella vicina Francia.
Però sono tutti uniti quando si tratta di prendere soldi dei contribuenti per la guerra di Zelensky.
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