L’Italia agli italiani. Una ovvietà, a prima vista. E invece no. A Cesena si è indignato il sindaco, si sono indignati i politici, si sono indignati i giornalisti. E di fronte alla loro indignazione si sarà rivoltato nella tomba anche Giosuè Carducci che le parole incriminate le aveva inserite nella sua ode dedicata al Piemonte.
a quella polve eroica fremente, a questa luce angelica esultante, rendi la patria, Dio; rendi l’Italia a gl’italiani.
Già, al Piemonte e, dunque, cosa ne sapeva il consiglio di classe, cosa ne poteva sapere il preside? Se Carducci (evidentemente un seguace di Vannacci, come potrebbe spiegare la storica progressista Mirella Serri) avesse scritto “Salve Romagna”, forse i prof avrebbero riconosciuto la citazione. Invece (benché nell’ode sia citata Ravenna) sono stati costretti a rifilare un 6 in condotta ai criminali maturandi che hanno esposto lo striscione con la scritta. Obbligandoli, in nome della libertà di pensiero e di espressione, a presentare una tesina politicamente corretta in cui devono sostenere le idee dei prof a favore dell’invasione indiscriminata.
Davvero un grande insegnamento da parte della scuola. Insegnamento di libertà, dimostrazione pratica di quanto sia vietato pensare al di fuori degli steccati del pensiero unico obbligatorio. Altro che sviluppo della capacità di pensiero critico. Altro che “vietato vietare”.
Il ministro Valditara ha messo in campo un pallido tentativo di difesa dei ragazzi. Più vile che altro. Quando, invece, avrebbe dovuto alzare la voce contro i docenti e la loro censura vergognosa. L’Italia agli italiani. Ma per gli insegnanti di Cesena l’Italia deve essere regalata agli africani. E peggio per Carducci. Si faccia un suo partito o si faccia mettere in lista da Vannacci. E vediamo quanti voti prende. Vediamo se ne prende più di quel neonazista di Wagner con l’Afd. Ma non dite alla Serri che a Venezia la statua dedicata a una partigiana è stata collocata proprio di fronte al busto di Wagner..
L’Italia agli italiani. Ma la frase di Carducci, per i prof di Cesena, è da censurare..
L’Italia agli italiani. Una ovvietà, a prima vista. E invece no. A Cesena si è indignato il sindaco, si sono indignati i politici, si sono indignati i giornalisti. E di fronte alla loro indignazione si sarà rivoltato nella tomba anche Giosuè Carducci che le parole incriminate le aveva inserite nella sua ode dedicata al Piemonte.
a quella polve eroica fremente,
a questa luce angelica esultante,
rendi la patria, Dio; rendi l’Italia
a gl’italiani.
Già, al Piemonte e, dunque, cosa ne sapeva il consiglio di classe, cosa ne poteva sapere il preside? Se Carducci (evidentemente un seguace di Vannacci, come potrebbe spiegare la storica progressista Mirella Serri) avesse scritto “Salve Romagna”, forse i prof avrebbero riconosciuto la citazione. Invece (benché nell’ode sia citata Ravenna) sono stati costretti a rifilare un 6 in condotta ai criminali maturandi che hanno esposto lo striscione con la scritta. Obbligandoli, in nome della libertà di pensiero e di espressione, a presentare una tesina politicamente corretta in cui devono sostenere le idee dei prof a favore dell’invasione indiscriminata.
Davvero un grande insegnamento da parte della scuola. Insegnamento di libertà, dimostrazione pratica di quanto sia vietato pensare al di fuori degli steccati del pensiero unico obbligatorio. Altro che sviluppo della capacità di pensiero critico. Altro che “vietato vietare”.
Il ministro Valditara ha messo in campo un pallido tentativo di difesa dei ragazzi. Più vile che altro. Quando, invece, avrebbe dovuto alzare la voce contro i docenti e la loro censura vergognosa. L’Italia agli italiani. Ma per gli insegnanti di Cesena l’Italia deve essere regalata agli africani. E peggio per Carducci. Si faccia un suo partito o si faccia mettere in lista da Vannacci. E vediamo quanti voti prende. Vediamo se ne prende più di quel neonazista di Wagner con l’Afd. Ma non dite alla Serri che a Venezia la statua dedicata a una partigiana è stata collocata proprio di fronte al busto di Wagner..
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