Ma quali 40 medaglie? L’Italia del politicamente corretto alle Olimpiadi ha vinto una sola medaglia, d’oro, nella pallavolo. E a vincerla sono state solo due atlete, come attesta il tweet di Bruno Vespa. Le altre 10 non contano nulla. Così come non contano l’allenatore ed i suoi collaboratori. Per la pallavolo si è entusiasmato l’inquilino del Quirinale. Si è emozionata Giorgia. Si sono eccitati La Russa e Fontana. Ma, soprattutto, si è scatenata la gauche intello, in redazione e fuori. Perché a vincere sono state due atlete con la pelle scura.
In teoria ci sarebbe stata anche un’altra pallavolista di origine straniera, ma colpevole di essere bianca e, soprattutto, russa. Da ignorare completamente.
Così come vengono ignorati gli altri atleti che hanno vinto le medaglie in altre discipline. Non da tutti, certo. Perché Mentana ha ricordato gli altri successi di atleti con almeno un genitore straniero. Ben 6 su 39 medaglie. Gli altri non interessano a nessuno.
Le schermitrici che hanno conquistato l’oro contro le padrone di casa francesi, con una stoccata nello spareggio, non hanno coinvolto Mattarella. L’oro di Ceccon nel nuoto avrà imbarazzato lady Piscina per le polemiche su una frase politicamente scorretta pronunciata in passato (sì, proprio una di quelle rinnegate dal presidente del consiglio). Niente emozione per gli altri da parte delle istituzioni.
Perché tutti gli altri erano fastidiosamente bianchi. Banalmente italiani figli di italiani. Sì, c’è stato un briciolo di soddisfazione per una judoka che ha baciato la compagna, con foto in prima pagina sui quotidiani politicamente corretti e senza lettori. Ma poca cosa poiché l’atleta ha continuato giustamente a farsi gli affari propri senza trasformare un fatto privato in una sceneggiata per i media.
Per il resto, però, il nulla. Forse un po’ di fastidio per una proposta di matrimonio tra un ragazzo ed una ragazza. Molto fastidio per la normalità ostentata da tutti. O per le proteste per le scelte finto ambientaliste con Senna inquinata, stanze calde, cibo pessimo. Anche peggio per la medaglia delle ex Farfalle, ora Guerriere, allenate da chi era stata massacrata dai media per aver preteso che le atlete si comportassero da atlete. Allenatrice assolta, ragazze a medaglia, dedica all’allenatrice, rabbia dei media.
E allora si può tornare alle polemiche tra il presidente del Coni, Malagò, ed il ministro dello sport, Abodi. Con Malagò che, a ragione, accusa il ministro di mancanza di stile. Ma è lo stesso Malagò che ha criticato la sacrosanta protesta della pallanuoto contro l’arbitraggio ignobile. Per il presidente del Coni le istituzioni non si devono contestare, ma lui può farlo nei confronti del ministro.
Mentre una lezione di stile arriva proprio dalla pallavolo, con la super adorata Egonu che ricorda come il successo sia di tutta la squadra. Ma lei è un’atleta e conosce lo sport, gli altri conoscono solo il salto sulla poltrona.


