Bisogna farsene una ragione. L’Italia è un Paese ricco, che ha ridotto la povertà e garantito a tutti un lavoro. Questo quando lady Garbatella, Elisabetta Gardini, Lucio Malan e compagnia varia devono magnificare i propri eccezionali risultati. Poi, però, l’Italia diventa un Paese di straccioni quando si tratta di giustificare gli scarsi investimenti per la sanità pubblica. Bambole non c’è una lira! Ma queste montagne russe di dichiarazioni a caso proseguono quando si tratta di guerra in Ucraina.
Lo stolto Stoltenberg ha deciso che i Paesi NATO devono mettere 100 miliardi di euro a disposizione del folle di Kiev e della sua banda non proprio al di sopra di ogni sospetto. Per l’Italia si tratta di tirar fuori altri 9 miliardi. E i ministri atlantisti si sono affettati a rassicurare i padroni della NATO: “Nessun problema, siamo pronti a pagare!”. Entusiasmo generale.
Beh, forse non proprio generale. Difficile che si siano entuasiasmati i malati in attesa per ore ed ore al pronto soccorso. Quelli che dormono sulle barelle in ospedale perché mancano i posti letto. Quelli che si vedono fissare appuntamenti tra parecchi mesi a fronte di malattie potenzialmente mortali. Difficile che si siano entuasiasmati infermieri e Oss sottopagati rispetto ai colleghi al di là delle Alpi. O i medici alle prese con turni massacranti.
Tutti loro devono accettare di fare sacrifici perché bisogna mantenere la cricca Zelensky. Gli anziani italiani devono crepare in Rsa fatiscenti, o abbandonati in casa senza potersi permettere badanti e neppure cibo decente, perché la banda di Kiev possa proseguire una guerra insensata mentre la NATO prepara una guerra nucleare che eliminerà l’Europa.
D’altronde se gli italiani devono essere sterminati da un conflitto nucleare, perché mai sprecare soldi per curarli?
L’Italia pronta a regalare 9 miliardi a Zelensky. Ma non ci sono soldi per la sanità
Bisogna farsene una ragione. L’Italia è un Paese ricco, che ha ridotto la povertà e garantito a tutti un lavoro. Questo quando lady Garbatella, Elisabetta Gardini, Lucio Malan e compagnia varia devono magnificare i propri eccezionali risultati. Poi, però, l’Italia diventa un Paese di straccioni quando si tratta di giustificare gli scarsi investimenti per la sanità pubblica. Bambole non c’è una lira! Ma queste montagne russe di dichiarazioni a caso proseguono quando si tratta di guerra in Ucraina.
Lo stolto Stoltenberg ha deciso che i Paesi NATO devono mettere 100 miliardi di euro a disposizione del folle di Kiev e della sua banda non proprio al di sopra di ogni sospetto. Per l’Italia si tratta di tirar fuori altri 9 miliardi. E i ministri atlantisti si sono affettati a rassicurare i padroni della NATO: “Nessun problema, siamo pronti a pagare!”. Entusiasmo generale.
Beh, forse non proprio generale. Difficile che si siano entuasiasmati i malati in attesa per ore ed ore al pronto soccorso. Quelli che dormono sulle barelle in ospedale perché mancano i posti letto. Quelli che si vedono fissare appuntamenti tra parecchi mesi a fronte di malattie potenzialmente mortali. Difficile che si siano entuasiasmati infermieri e Oss sottopagati rispetto ai colleghi al di là delle Alpi. O i medici alle prese con turni massacranti.
Tutti loro devono accettare di fare sacrifici perché bisogna mantenere la cricca Zelensky. Gli anziani italiani devono crepare in Rsa fatiscenti, o abbandonati in casa senza potersi permettere badanti e neppure cibo decente, perché la banda di Kiev possa proseguire una guerra insensata mentre la NATO prepara una guerra nucleare che eliminerà l’Europa.
D’altronde se gli italiani devono essere sterminati da un conflitto nucleare, perché mai sprecare soldi per curarli?
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