Rozzano è diventato il caso emblematico, ma la situazione si replica in varie città. Anche a Torino. Ronde notturne contro spacciatori, aggressioni a stupratori. E la risposta dello stato è arrivata immediata: contro le ronde, non contro gli spacciatori.
Perché lo stato vuole, pretende, l’esclusiva nel contrasto alla criminalità. Giusto, sacrosanto. Ma è evidente a tutti, tranne che ai rappresentanti dello stato, sindaco compreso, che questo contrasto manca completamente. Chi trascorre la notte marciando per le strade dei quartieri, preferirebbe far altro, anche solo dormire tranquillamente.
Senza doversi preoccupare per il rientro serale della figlia, per l’uscita con gli amici del figlio, per il ritorno dal lavoro. Ma questa tranquillità lo stato si rifiuta di garantirla. E impedisce ai sudditi di provvedere da soli.
Bisogna accettare l’invasione, bisogna accettare lo spaccio, bisogna accettare violenza e sopraffazione.
E scattano, immediate, le denunce contro chi osa difendersi. Contro chi osa mettere in dubbio l’efficienza della macchina dello stato. Repressione, ma a senso unico.
Lo stato contro le ronde. In difesa dei delinquenti
Rozzano è diventato il caso emblematico, ma la situazione si replica in varie città. Anche a Torino. Ronde notturne contro spacciatori, aggressioni a stupratori. E la risposta dello stato è arrivata immediata: contro le ronde, non contro gli spacciatori.
Perché lo stato vuole, pretende, l’esclusiva nel contrasto alla criminalità. Giusto, sacrosanto. Ma è evidente a tutti, tranne che ai rappresentanti dello stato, sindaco compreso, che questo contrasto manca completamente. Chi trascorre la notte marciando per le strade dei quartieri, preferirebbe far altro, anche solo dormire tranquillamente.
Senza doversi preoccupare per il rientro serale della figlia, per l’uscita con gli amici del figlio, per il ritorno dal lavoro. Ma questa tranquillità lo stato si rifiuta di garantirla. E impedisce ai sudditi di provvedere da soli.
Bisogna accettare l’invasione, bisogna accettare lo spaccio, bisogna accettare violenza e sopraffazione.
E scattano, immediate, le denunce contro chi osa difendersi. Contro chi osa mettere in dubbio l’efficienza della macchina dello stato. Repressione, ma a senso unico.
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