Si osserva la squadra di governo di Giorgia Meloni e si pensa, inevitabilmente, che lady Garbatella sia arrivata per ultima, ma proprio ultima, a scegliere i famigli di cui circondarsi. Poi arrivano i componenti della gang di Zelensky e ci si rincuora: non ci sarà limite al peggio ma a Kiev ci vanno vicini. Roba che, in confronto, Lollo è uno statista. Perché, in occasione della visita di Putin in Corea del Nord, dalla cricca di comando dell’Ucraina è partito un invito a Kim Jong-un: arresta Putin e, in cambio, ti reinseriamo nell’elenco degli esseri umani.
Già fa ridere che un politico qualunque, di uno stato che vive di elemosina occidentale, si permetta di rivolgersi a un capo di stato quasi fossero compagni di bocce. E poi che, a nome dell’Onu e della comunità internazionale, si metta a dettare le condizioni per un reinserimento o meno di Kim Jong-un nel consesso mondiale. D’altronde non è l’unico genio che ha capito tutto. Carla del Ponte, l’ex procuratrice del tribunale dell’Aia, nota per le accuse a senso unico, aveva assicurato che a Putin sarebbe stato sufficiente un passo fuori dalla Russia per ritrovarsi in carcere in Olanda.
Il presidente russo è andato in Corea, si è spostato in Vietnam, è stato in Cina, nelle prossime settimane andrà ad Astana, in Kazakistan, dove è previsto un incontro con Erdogan per discutere su questioni economiche e politiche.
Ovviamente Kim Jong-un non ha neanche risposto all’idiozia di Kiev. E nessuno ha fatto caso alle minacce di Del Ponte. Così come nessuno dà retta al Menzognero che pubblica titoli ad effetto sul disastro russo, sull’abbandono della Crimea, sui successi militari ucraini. Qualcuno forse ricorderà i meravigliosi articoli dei giornalisti italiani sui soldati russi costretti a combattere con le pale perché avevano finito le munizioni. O sull’esaurimento dei missili che avrebbero permesso, due anni orsono, solo tre giorni di attacchi russi.
Evidente in redazione si divertono così. Come quando hanno raccontato che Giorgia Meloni aveva ordinato ad Haftar di cacciare i russi dalla Cirenaica. In cambio di qualche collanina ed un paio di specchietti. Ah, lo aveva detto davvero? Sarà per questo che in Cirenaica, in questi giorni, sono arrivate navi militari russe. Così, tanto per chiarire chi conta davvero nella politica internazionale.


