L’Ocse boccia nuovamente l’Italia, sempre più povera. I famigli di sora Giorgia non se ne accorgono

8 Luglio 2026

I famigli neomeloniani non se ne sono accorti, ma l’Ocse ha nuovamente bocciato l’Italia. Dopo aver spiegato, nei mesi scorsi, che la crescita del Pil italiano sarà la più bassa dell’intera Unione europea, questa volta l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico mette sotto osservazione i salari reali che, quest’anno, in Italia diminuiranno dello 0,9%.

In base al rapporto, inoltre, ampliando il confronto temporale e utilizzando il primo trimestre 2019 come base 100, nel primo trimestre del 2026 i salari nominali erano pari a 115,8, mentre i salari reali si fermavano a 96.

Tradotto significa che le famiglie italiane si stanno impoverendo. E la situazione è destinata a peggiorare perché, secondo il ministro della guerra, Guido Crosetto, miliardi di euro versati dai contribuenti italiani dovranno essere destinati non all’innovazione, allo sviluppo, alla crescita o alla sanità, ma all’acquisto di altre armi.

Perché – ricorda il ministro – i patti devono essere rispettati. Peccato che Crosetto si dimentichi i patti della maggioranza con i propri elettori. Le promesse, gli impegni, tutto dimenticato. D’altronde per il ministro contano le cene con i padroni statunitensi, non la povertà delle famiglie italiane.

E i suoi colleghi di partito dovrebbero porsi qualche domanda sulla curiosa coincidenza dell’aumento della povertà e dell’aumento dei posti di lavoro. Non sarà mica che è aumentato il lavoro povero, quello che non serve per uscire dalla stagnazione?

 

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