Ludi africani

1 Maggio 2025

 

 

La frustrazione delle proprie ambizioni è, sempre, una cattiva consigliera. Soprattutto, poi, quando quelle ambizioni sono debordanti, smisurate. E prive di qualsiasi elemento di realtà.

 

Così Macron, il Presidente della Francia, di fatto ormai in minoranza nel suo stesso paese e che governa solo grazie a gabole istituzionali, mentre una magistratura fedele cerca di eliminare la Le Pen dalla corsa all’Eliseo, si sente decisamente frustrato.

Frustrato sul piano diplomatico generale, perché avrebbe voluto assumere un ruolo di leadership nel confronto/scontro con Mosca, ma così non è stato. Anche perché, parliamoci chiaro, questa pretesa è priva di fondamento serio. E non solo Putin si sarà fatto una sonora risata, ma anche gli inglesi e i loro “patroni” finanziari devono essere restati trasecolati.

 

Perché una cosa è volere che la guerra in Ucraina continui, per ben precisi interessi finanziari. Altra, tutt’altra, pensare che la Francia di Macron possa davvero avere un ruolo militare in tale conflitto. O, peggio, addirittura di guida.

 

E allora il nostro piccolo Macron, con smisurate e illusorie ambizioni napoleoniche, ha scoperto che esiste…l’Africa.

 

O meglio, ha riscoperto l’esistenza di quella Françafrique che i suoi predecessori, per quanto non dei geni strategici, avevano cercato di difendere con le unghie e con i denti. E, soprattutto con il mantenimento di un “franco africano”, alla faccia dell’Euro e degli accordi internazionali.

Però, con il nostro Macron, quell’Africa francese, che profumava di vecchi film tipo “Casablanca” e di una retorica ancor più vecchio stile, si è, rapidamente, volatilizzata.

 

Colpa sua? Beh, sarebbe eccessivo sostenerlo, visto che il disgregarsi di ciò che era stato un grande impero coloniale era in atto, ormai, da un bel po’ di tempo. Tuttavia, con la sua, arrogante, stoltezza, il nostro ci ha messo parecchio del suo. Accelerando il processo che ha visto, in questi ultimi anni, l’espulsione delle forze francesi da quasi tutta la regione sub-sahariana.

Con poche eccezioni, almeno per ora.

 

Una di queste, rare, eccezioni è rappresentata dalla Costa D’Avorio. Paese molto composito etnicamente, e attraversato da continue tensioni e guerre civili, che hanno permesso sempre alla Francia di porsi come Grande Fratello bianco. Ruolo che continua, sostanzialmente, ad esercitare.

 

Ora, proprio dalla Costa D’Avorio è partito un tentativo di colpo di Stato nel, confinante, Burkina Faso. Il tentativo di rovesciare il capitano Traorè, che guida una giunta militare e che ha rotto, da tempo, i rapporti vincolanti con Parigi. Scacciando di fatto la Legione dal suo insediamento di Ouagadougou. E ponendosi alla testa di un movimento indipendentista che ha saldato insieme al Burkina anche il Mali e il Niger. Costituendo una forza armata comune. E realizzando così il sogno di Thomas Sánkara, il leader eliminato nel 1987. Perché reo di avere perseguito una totale indipendenza da Parigi.

 

Un vecchio gioco, dunque. Con la Francia che cerca di eliminare o fare eliminare i leader locali indipendentisti. Mantenendo un controllo di fatto neo-coloniale del paese.

 

Solo che, questa volta, il tentativo di golpe si è rivelato un totale fallimento. Anche per l’intervento della Russia, che ha provveduto a blindare la sicurezza di Traorè e saldare la forza del movimento indipendentista dell’Africa del Ovest.

E così Macron si ritrova con l’ennesimo fallimento delle sue ambizioni napoleoniche.

In Africa non conta, ormai, quasi più nulla. E le velleità di guidare una sorta di Crociata anti-russa in Europa si rivelano solo fantasie. Fantasie alterate.

 

Per di più c’è la situazione interna della Francia. Che sta precipitando nel caos.

Ed è difficile credere che il nostro, piccolo e caricaturale, Napoleone possa riuscire a mantenere ancora a lungo il potere. Eliminando per via giudiziaria i concorrenti.

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