Marina Berlusconi ha un pregio: non si nasconde (quasi mai) dietro un dito. E per lanciare la casa editrice intitolata a suo padre, all’interno del gruppo Mondadori, ha scelto di lanciare messaggi piuttosto espliciti che persino l’esercito degli esperti culturali della destra fluida di governo dovrebbe essere in grado di comprendere.
Primo libro della casa editrice Silvio Berlusconi? Un testo di Tony Blair. Ossia un ex leader laburista, il cialtrone che – in accordo con Washington – ha scatenato la guerra contro l’Irak sulla base delle false accuse a proposito di inesistenti armi chimiche. Centinaia di migliaia di morti. Ma per Marina Berlusconi quest’uomo rappresenta un simbolo della libertà. La libertà di massacrare a proprio piacimento donne e bambini, ma la figlia del fondatore di Forza Italia avrà un suo concetto particolare di libertà.
E questo suo concetto sarà promosso con ricchi investimenti. Magari tra i prossimi libri non mancherà un testo di Netanyahu su come si possa sterminare un intero popolo a Gaza facendosi passare per vittima. Non mancheranno, in tal caso, gli interventi di sostegno da parte di Porro e Cruciani.
Ma tanto per ribadire le posizioni proprie e delle case editrici che guida, Marina Berlusconi ha anche chiarito di essere preoccupata per la crescita, in Europa, dei movimenti di estrema destra. Crescita democratica, con successi elettorali. Ma i ludi cartacei vanno bene soltanto se i popoli votano seguendo le indicazioni degli oligarchi.
Dunque sarà indispensabile che la casa editrice intitolata a Silvio Berlusconi pubblichi qualche saggio per contrastare questa democrazia sgradita. In attesa, ovviamente, del best seller tanto atteso: un libro/confessione di Francesca Pascale. Magari a 4 mani con Paola Turci, se non litigano prima. Perché è da qui, e non da Tony Blair, che passa l’autentica rivoluzione liberale che piace ai neo Berlusconi.
Marina Berlusconi ufficializza la svolta a sinistra del gruppo
Marina Berlusconi ha un pregio: non si nasconde (quasi mai) dietro un dito. E per lanciare la casa editrice intitolata a suo padre, all’interno del gruppo Mondadori, ha scelto di lanciare messaggi piuttosto espliciti che persino l’esercito degli esperti culturali della destra fluida di governo dovrebbe essere in grado di comprendere.
Primo libro della casa editrice Silvio Berlusconi? Un testo di Tony Blair. Ossia un ex leader laburista, il cialtrone che – in accordo con Washington – ha scatenato la guerra contro l’Irak sulla base delle false accuse a proposito di inesistenti armi chimiche. Centinaia di migliaia di morti. Ma per Marina Berlusconi quest’uomo rappresenta un simbolo della libertà. La libertà di massacrare a proprio piacimento donne e bambini, ma la figlia del fondatore di Forza Italia avrà un suo concetto particolare di libertà.
E questo suo concetto sarà promosso con ricchi investimenti. Magari tra i prossimi libri non mancherà un testo di Netanyahu su come si possa sterminare un intero popolo a Gaza facendosi passare per vittima. Non mancheranno, in tal caso, gli interventi di sostegno da parte di Porro e Cruciani.
Ma tanto per ribadire le posizioni proprie e delle case editrici che guida, Marina Berlusconi ha anche chiarito di essere preoccupata per la crescita, in Europa, dei movimenti di estrema destra. Crescita democratica, con successi elettorali. Ma i ludi cartacei vanno bene soltanto se i popoli votano seguendo le indicazioni degli oligarchi.
Dunque sarà indispensabile che la casa editrice intitolata a Silvio Berlusconi pubblichi qualche saggio per contrastare questa democrazia sgradita. In attesa, ovviamente, del best seller tanto atteso: un libro/confessione di Francesca Pascale. Magari a 4 mani con Paola Turci, se non litigano prima. Perché è da qui, e non da Tony Blair, che passa l’autentica rivoluzione liberale che piace ai neo Berlusconi.
Condividi
Trending posts
Ritorno a Monroe
I sondaggi frenano su Futuro Nazionale? Servono contenuti e comunicazione
VECCHI VS. CONSAPEVOLI: La terra di mezzo di chi ha smesso di correre
Politica
Economia
Attualità
Cultura
Esteri
Commentarii
Lifestyle
Torino
Scripta manent
SPort
Interviste
Naftalina
Arte Biki
Leggi anche
Amadeus, quando a vincere è la qualità. Degli agenti..
I nuovi poveri giapponesi e la rabbia della sinistra dem contro gli oligarchi progressisti
Prezzi folli per il cibo. Calano gli acquisti, si riduce la qualità
A Bruxelles l’asilo Mariuccia o la corruzione dilagante?