Maturità italiana contro Gaokao cinese: l’Italia sceglie di perdere

9 Giugno 2026

La scuola italiana va in vacanza, con l’eccezione di chi dovrà affrontare la farsa degli esami di maturità. Con una percentuale di promossi che sfiora ormai il 100%. In Cina, invece, il Gaokao è una cosa seria. Che coinvolge quasi 13 milioni di studenti che sognano di entrare all’università. E la qualità dell’Ateneo che li accoglierà dipende dai risultati dell’esame. Di conseguenza la possibilità di trovare un lavoro dipenderà anche dal livello dell’Università frequentata. Non un aspetto irrilevante, poiché anche in Cina aumenta la percentuale di giovani senza occupazione.

Proprio la difficoltà del Gaokao obbliga i ragazzi ad impegnarsi seriamente nel corso degli studi. Perché il loro successo od insuccesso rappresenta una vittoria o una sconfitta per l’intera famiglia.

Dunque è impensabile vedere gli studenti cinesi trascorrere l’ultimo anno di scuola impegnati ad organizzare il viaggio della maturità o a dedicarsi al rito dell’aperitivo. La crescita di un Paese come la Cina è strettamente legata alla qualità dei suoi studenti, alla capacità di impegnarsi, alla volontà di prepararsi. Non si può essere competitivi a livello globale pensando esclusivamente ad ottenere una promozione garantita a tutti.

Ovviamente anche i ragazzi cinesi cercano di barare. E il sistema corre ai ripari non solo vietando l’uso del cellulare durante gli esami ma controllando anche eventuali auricolari, occhiali collegati a internet e qualsiasi altro strumento per imbrogliare.

D’altronde sin dell’epoca imperiale gli esami erano considerati lo strumento migliore per selezionare la classe dirigente. E il partito comunista segue la stessa logica.

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