Mediaset censura chi non si fa ridere in faccia. La 7 premia chi invita a picchiare gli avversari politici

7 Aprile 2024

Alessandro Orsini, sociologo accusato di essere filoputiniano, estromesso da È sempre Cartabianca – il programma Mediaset della democratica e pluralista Bianca Berlinguer – per aver osato definire “cretino” un altro ospite della trasmissione che gli stava democraticamente ridendo in faccia mentre Orsini parlava di problemi seri. Christian Raimo, democratico esponente della gauche intello, tranquillamente tornato in trasmissione su La 7, dopo aver invitato ad aggredire fisicamente i suoi avversari politici.

È il trionfo del pensiero unico obbligatorio, dell’ipocrisia di chi si sente in diritto di fare ciò che vuole, a partire dalla censura, perché si è dato la patente di “intellettuale democratico”. O di conduttore altrettanto democratico.

Vuoi escludere un “compagno che sbaglia”? Assolutamente no. Anche perché, in realtà, pensi che non stia sbagliando. E poi, in fondo, si limita a riproporre ciò per cui è accusata Ilaria Salis. E lei ha ottenuto la solidarietà di Mattarella. A prescindere dalla sua eventuale condanna. Non proprio un esempio istituzionale. Ma questo è ciò che passa l’Italia.

Così come passa la censura a senso unico di Mediaset e Berlinguer. Puoi ridere in faccia ai colleghi che osano sostenere tesi politicamente scorrette. Ma non puoi reagire, neppure a parole. Perché devi già ringraziare di essere ospitato in trasmissioni dove sei una sorta di panda intellettuale. Ti circondano di gente schierata dalla parte opposta, ti prendono in giro quando parli, ti tolgono la parola, ti interrompono o si sovrappongono in modo che non si senta ciò che dici. E scatta il cartellino rosso se osi difenderti e protestare.

Perché loro sono loro e tu non sei un c…. Dunque non parte nessuna indignazione popolare a comando se vieni escluso. Non arriva la solidarietà di nessuno, nessuno protesta per la libertà di parola negata. Orsini, a cuccia. E Raimo può continuare a rimpiangere esplicitamente i bei tempi in cui si poteva ammazzare Ramelli in tutta tranquillità.

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