Adesso i giullari Malan e Messina, con Foti in sottofondo, andranno in TV ridendo e sosterranno che i dati sono comunisti e invidiosi. E che la realtà non conta perché è in disaccordo con la propaganda dei famigli di Giorgia. Però, nel frattempo, è proprio con i dati che bisogna confrontarsi e non sono confortanti. Quelli della sanità, ad esempio. Lo scorso anno quasi 4,5 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure. In un solo anno è aumentata di più del 10 per cento la spesa che gli italiani sostengono di tasca propria per le prestazioni. Dunque gli italiani sono costretti a pagare di tasca propria un numero crescente di prestazioni sanitarie, con pesanti ripercussioni sui bilanci familiari. Una situazione in continuo peggioramento.
Fantastico. E come se ne esce? Per la Fondazione Gimbe, che ha presentato una approfondita ricerca, la soluzione assomiglia molto alle ricette del governo. Di tutti i governi. Con l’immancabile stangata che, in questo caso, andrebbe a colpire gli addetti alla sanità. Geniale! Prima ci si lamenta per la fuga di medici e infermieri dalla sanità pubblica, si piange per il trasferimento all’estero del personale in cerca di salari migliori ed orari più umani. E poi, per attrarre il personale, si chiedono sacrifici.
Mascherati, in nome del politicamente corretto, da spontanea rinuncia ai privilegi. Che, tradotto, sarebbero i diritti acquisiti. Quelli che già non bastano per trattenere medici e infermieri. Anche in questo caso, comunque, perfettamente in linea con le strategie del governo. Impegnato a derubare i pensionati del ceto medio dai loro diritti acquisiti, evitando di adeguare la pensione all’inflazione.
Ed ora arriverà anche la stangata sulla casa. Prima si lancia il superbonus per adeguare le abitazioni agli imperativi di risparmio energetico. Poi, se hai seguito le indicazioni, arriva l’aumento delle tasse. Tanto per migliorare il livello di fiducia del cittadino nelle istituzioni. Istituzioni che non pagano mai. Anche Gimbe non vuole l’autonomia differenziata che rischierebbe di evidenziare la diversa efficienza nella gestione della sanità locale. Con le scelte di assunzioni clientelari, con assurde differenze nei prezzi pagati per i medesimi prodotti.
Meglio nascondere tutto e procedere con i sacrifici. Anzi, con la rinuncia ai privilegi.

