“Abbiamo fatto tutto il possibile per gli agricoltori”. Meloni dixit. Già, ma cos’ha fatto? Poco o nulla, soprattutto se confrontato con ciò che è stato fatto per aiutare la banda Zelensky. Anzi, lady Garbatella si è presa il merito di aver convinto Orban ad accettare la decisione europea di regalare altri 50 miliardi di euro per sostenere la guerra di chi ha già fatto sparire montagne di denaro europeo, vendendo all’estero le armi fornite all’Ucraina.
In quel caso Meloni e la sua amichetta Ursula hanno davvero fatto il massimo, ed anche di più. Ma per gli agricoltori non ci sono altri soldi a disposizione. Perché, secondo i giornalisti politicamente corretti, il mondo dei campi incassa già troppo. Ovviamente si evita di approfondire, per evitare di dover spiegare che la stragrande maggioranza dei fondi finisce a pochi grandi gruppi. E i gretini, nemici degli agricoltori, sorvolano sui denari tolti all’ambiente per dirottarli verso Zelensky. La guerra fa bene all’ambiente, le munizioni ad uranio impoverito migliorano l’aria.
Ma cos’ha fatto il governo per affrontare il problema della logistica che penalizza il mondo dei campi? Cos’ha fatto per evitare che il prezzo pagato per il grano si moltiplichi a dismisura prima di arrivare sugli scaffali delle panetterie? Pane a 8/9 euro al kg è compatibile con il prezzo del grano pagato al contadino? I due euro al litro per il latte sono accettabili in rapporto ai centesimi pagati agli allevatori?
Certo, contadini e allevatori fanno davvero poco per superare le barriere, gli intoppi, le ingiustizie. Anzi, i loro mercatini organizzati nelle città si trasformano in autogoal perché i prezzi sono perfettamente allineati a quelli contestati dagli stessi agricoltori.
Servirebbero meno furbetti e meno furbizie. Invece l’impegno maggiore pare quello di scaricare tutto sui consumatori. Con il rischio di trasformare i potenziali alleati in oppositori. Vale per gli agricoltori e vale per chi spara idiozie sul cibo di qualità garantito ai più poveri.
Meloni: “Abbiamo fatto tutto il possibile”. Per gli agricoltori? No, per Zelensky
“Abbiamo fatto tutto il possibile per gli agricoltori”. Meloni dixit. Già, ma cos’ha fatto? Poco o nulla, soprattutto se confrontato con ciò che è stato fatto per aiutare la banda Zelensky. Anzi, lady Garbatella si è presa il merito di aver convinto Orban ad accettare la decisione europea di regalare altri 50 miliardi di euro per sostenere la guerra di chi ha già fatto sparire montagne di denaro europeo, vendendo all’estero le armi fornite all’Ucraina.
In quel caso Meloni e la sua amichetta Ursula hanno davvero fatto il massimo, ed anche di più. Ma per gli agricoltori non ci sono altri soldi a disposizione. Perché, secondo i giornalisti politicamente corretti, il mondo dei campi incassa già troppo. Ovviamente si evita di approfondire, per evitare di dover spiegare che la stragrande maggioranza dei fondi finisce a pochi grandi gruppi. E i gretini, nemici degli agricoltori, sorvolano sui denari tolti all’ambiente per dirottarli verso Zelensky. La guerra fa bene all’ambiente, le munizioni ad uranio impoverito migliorano l’aria.
Ma cos’ha fatto il governo per affrontare il problema della logistica che penalizza il mondo dei campi? Cos’ha fatto per evitare che il prezzo pagato per il grano si moltiplichi a dismisura prima di arrivare sugli scaffali delle panetterie? Pane a 8/9 euro al kg è compatibile con il prezzo del grano pagato al contadino? I due euro al litro per il latte sono accettabili in rapporto ai centesimi pagati agli allevatori?
Certo, contadini e allevatori fanno davvero poco per superare le barriere, gli intoppi, le ingiustizie. Anzi, i loro mercatini organizzati nelle città si trasformano in autogoal perché i prezzi sono perfettamente allineati a quelli contestati dagli stessi agricoltori.
Servirebbero meno furbetti e meno furbizie. Invece l’impegno maggiore pare quello di scaricare tutto sui consumatori. Con il rischio di trasformare i potenziali alleati in oppositori. Vale per gli agricoltori e vale per chi spara idiozie sul cibo di qualità garantito ai più poveri.
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