Non basta farsi la piscina privata per farsi accettare in società. Nella società di quelli che contano davvero e che ti invitano solo perché sei servizievole, non perché ti considerano una di loro. Così la povera Giorgia, con figlia al seguito, sbarca in Cina per provare a rimediare all’ennesima puttanata di Tajani, ossia l’uscita dall’accordo sulla Via della Seta. Perché se i risultati dell’intesa non erano quelli auspicati, forse è perché mancano le capacità politiche ed imprenditoriali sul fronte italiano.
Ma agli alleati europei, ed ai padroni statunitensi, non piaceva un accordo, siglato dal primo governo Conte grazie al sottosegretario Geraci, che metteva l’Italia in una situazione più favorevole. Dunque il maggiordomo Tajani ha subito accontentato i padroni ed i colleghi.
Però la povera lady Piscina ha dovuto fare i conti anche con le accuse arrivate dall’Europa guidata dall’amica Ursula a proposito di una riduzione della libertà di informazione. Se c’è una cosa che la destra fluida di governo proprio non sa fare è controllare i giornalisti. Non perché siano eroici combattenti per la libertà, ma solo perché la gauche in redazione rappresenta la stragrande maggioranza della categoria ed i maldestri tentativi di intromissione dei neomeloniani vengono respinti a pernacchie.
L’occupazione di TeleMeloni si limita a qualche conduttore di trasmissioni prive di seguito e senza velleità informative. Il tutto impreziosito da poltrone ai vertici di qualche museo o ente dove, poi, si evita ogni minimo tentativo di imporre una visione culturale diversa da quella della gauche intello.
Però, nonostante il nulla cosmico, Meloni deve difendersi da accuse che arrivano da una maggioranza europea sostenuta proprio da Tajani. E il maggiordomo di Washington e Bruxelles sembra quasi trasformato nel portavoce degli eredi Berlusconi che stanno imponendo al partito di plastica uno spostamento verso il centrosinistra. Con più spazio per i vizi privati, per la TV spazzatura.
I problemi, per lady Piscina, arrivano da Tajani e Berlusconi, non dall’armocromata Elly. Problemi che potrebbero essere risolti se Meloni avesse una linea politica. Ma visto che le scelte sono legate alle poltrone e non alle idee, i problemi sono destinati ad aumentare.
Meloni tra Pechino e Bruxelles per rimediare alle coltellate di Tajani
Non basta farsi la piscina privata per farsi accettare in società. Nella società di quelli che contano davvero e che ti invitano solo perché sei servizievole, non perché ti considerano una di loro. Così la povera Giorgia, con figlia al seguito, sbarca in Cina per provare a rimediare all’ennesima puttanata di Tajani, ossia l’uscita dall’accordo sulla Via della Seta. Perché se i risultati dell’intesa non erano quelli auspicati, forse è perché mancano le capacità politiche ed imprenditoriali sul fronte italiano.
Ma agli alleati europei, ed ai padroni statunitensi, non piaceva un accordo, siglato dal primo governo Conte grazie al sottosegretario Geraci, che metteva l’Italia in una situazione più favorevole. Dunque il maggiordomo Tajani ha subito accontentato i padroni ed i colleghi.
Però la povera lady Piscina ha dovuto fare i conti anche con le accuse arrivate dall’Europa guidata dall’amica Ursula a proposito di una riduzione della libertà di informazione. Se c’è una cosa che la destra fluida di governo proprio non sa fare è controllare i giornalisti. Non perché siano eroici combattenti per la libertà, ma solo perché la gauche in redazione rappresenta la stragrande maggioranza della categoria ed i maldestri tentativi di intromissione dei neomeloniani vengono respinti a pernacchie.
L’occupazione di TeleMeloni si limita a qualche conduttore di trasmissioni prive di seguito e senza velleità informative. Il tutto impreziosito da poltrone ai vertici di qualche museo o ente dove, poi, si evita ogni minimo tentativo di imporre una visione culturale diversa da quella della gauche intello.
Però, nonostante il nulla cosmico, Meloni deve difendersi da accuse che arrivano da una maggioranza europea sostenuta proprio da Tajani. E il maggiordomo di Washington e Bruxelles sembra quasi trasformato nel portavoce degli eredi Berlusconi che stanno imponendo al partito di plastica uno spostamento verso il centrosinistra. Con più spazio per i vizi privati, per la TV spazzatura.
I problemi, per lady Piscina, arrivano da Tajani e Berlusconi, non dall’armocromata Elly. Problemi che potrebbero essere risolti se Meloni avesse una linea politica. Ma visto che le scelte sono legate alle poltrone e non alle idee, i problemi sono destinati ad aumentare.
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