Mercenari!

17 Giugno 2026

 

 

Kiev arruola mercenari. La notizia, ufficiale e diffusa dalla televisione e dalla radio, viene spiegata con la volontà di preservare le vite, preziose, dei soldati ucraini.

 

Tradotto, vuole dire, però, che l’Ucraina è, ormai, alla frutta. Non ha più uomini in grado di combattere. Soprattutto non ha più uomini che abbiano un minimo di volontà di combattere.

Le fughe all’estero di ucraini in età di leva sono, ormai, scene di massa. La popolazione si è quasi dimezzata. Le diserzioni falcidiano i ranghi di un esercito allo sbando.

 

E, quindi, avanti coi mercenari. Pagati, molto e bene. Per certi versi strapagati. E questo sembra attirare professionisti della guerra e altri avventurosi. Soprattutto, pare, dalla Colombia. Che ha una, lunga e antica, tradizione di corpi mercenari.

 

Pagati molto, dicevamo. Tanto i soldi non escono dalle casse di Kiev. Vengono dalle, cospicue, “donazioni” europee. Che Zelensky e soci non sembrano proprio intenzionati a restituire. Anzi, ne chiedono, e pretendono con protervia, sempre di più.

 

I mercenari sono professionisti. E faranno ciò per cui vengono, lautamente, pagati. Combatteranno.

Tuttavia è assai dubbio che siano disposti a sacrificarsi per salvare il regime di Kiev ormai al collasso.

 

Un professionista della guerra combatte, uccide. Ma cerca di minimizzare i danni. Ovvero di salvare la pelle.

Il rapporto costi/benefici gli è ben chiaro in mente. E non ha nessuna intenzione di immolarsi.

 

E per cosa, poi?

Per un paese che non è il suo?

Per un regime che, certo, lo paga profumatamente, ma che non è un governo da lui scelto ed amato?

I mastini prezzolati della guerra si muovono in base ad altre logiche. Il patriottismo, vero o falso, non li riguarda.

 

Combattono, ma solo sino a quando il costo non superi il beneficio.

E morire non è un’opzione che possa avere compensazione economica.

 

È evidente che questo ricorrere all’arruolamento di mercenari rivela solo una cosa. Una cosa ben precisa.

 

Il regime di Kiev è alla disperazione. E sta tentando il tutto per tutto pur di sopravvivere.

 

Sopravvivere ancora un po’. Il tempo, probabilmente, per portare altri soldi all’estero. E, poi, fuggire a gambe levate.

 

Ammesso e non concesso che questo tempo vi sia.

Che i mercenari coprano le spalle di Zelensky e accoliti in fuga.

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