I risultati elettorali del Meclemburgo-Pomerania non lasciano possibilità di giustificazione. E neppure scampo a Merz, il, pallido, Cancelliere che ha sempre servito interessi finanziari non tedeschi, e che vuole la guerra con la Russia. In contrasto con l’opinione diffusa nel paese.
La CDU di Merz infatti è alla disfatta. In Meclemburgo-Pomerania è addirittura sotto il 5% e non dovrebbe essere, quindi, presente nel Parlamento del Länder.
Una disfatta storica.
Per altro non compensata neppure da Berlino. Dove arriva seconda, dopo la Linke, la sinistra che avrebbe dissanguato l’SPD. E che propone una politica radicale, difficilmente conciliabile con quella dei partiti tradizionali.
La vera notizia è, però, il nuovo successo di AfD.
L’estrema destra vince in Meclemburgo-Pomerania, e sembra avviata ad essere terza , con il 16-18%, anche nella,cosmopolita e ben poco “tedesca” Berlino.
Ed è risultato davvero notevole, vistio che oltre un quarto dei berlinesi ha il doppio passaporto. E che la città, di fatto, ha una composizione multiculturale, nella quale i tedeschi veri e propri sono quasi una minoranza.
Comunque, un fatto è, ormai, incontrovertibile. La CDU si avvia verso un declino che sembra generalizzato. E inarrestabile.
Un declino che, per altro, è né piu né meno che la conseguenza di un suicidio politico.
E questo sta, ovviamente, suscitando forti reazioni in seno alla CDU.
Merz sembra non volerlo comprendere, e resta arroccato al potere, pur riconoscendo la batosta elettorale.
Promette riforme… Tuttavia è assai dubbio che possa avere il tempo per dimostrare la sua “buona volontà”.
Nella CDU, di fronte alla più grave crisi elettorale della sua storia, soffiano venti violenti. Venti di rivolta.
In molti, fra i dirigenti tedeschi, pensano che solo liberandosi della pesante soma di Merz sarà possibile frenare il tracollo.
Urge una nuova stagione politica. Farla finita con un bellicismo che i tedeschi non condividono. E cercare di rilassare i rapporti con la Russia, per riprendere le importazioni di gas e petrolio.
Solo così la Germania potrebbe riprendere il ruolo, ormai perduto, di principale hub del’Europa occidentale.
E quindi uscire dalla crisi in cui sta precipitando.
Di fatto la politica proposta, con decisione, dalla AfD. Che, ogni giorno di più, va assumendo il ruolo di partito che difende gli interessi dei tedeschi.
Venendo premiata da questi alle urne.
Un vento nuovo che, forse, scalzerà Merz dall’ufficio della Cancelleria, prima che riesca nell’intento di trascinare la Germania, e di conseguenza l’Europa, in una folle guerra con Mosca.


