L’Ammiraglio Rob Bauer, a capo del comitato militare NATO, ha dichiarato, ad un giornalista ucraino che lo interrogava (o provocava):
Mi chiede se siamo pronti ad un conflitto militare con la Russia? Sì, lo siamo. È il nostro compito essere pronti a queste evenienze.
Dichiarazione bellicosa e bellicista. Ma solo in apparenza. Perché, in realtà, il buon Bauer ha detto una cosa ovvia. Addirittura banale.
I militari, le Forze Armate esistono per un unico motivo. Fare la guerra. Altrimenti non avrebbero ragione alcuna di esistere. E di ingoiare una parte non piccola del bilancio di un paese.
Non mi venite, a questo punto, a parlare di “missioni di pace”, utilizzi nella protezione civile ed altre amenità. I militari non sono né pompieri né crocerossine. Sparano, lanciano bombe, missili… non caramelle per bambini.
Babbo Natale non fa parte dei loro ranghi.
Però non sono loro a decidere le guerre. A scatenarle. Il loro compito è combatterle. Ed essere preparati a farlo. Offensive o difensive che tali guerre siano. La decisione viene, sempre, presa altrove. Da altri. Dai politici, potremmo dire. E da chi i politici manovra. Ovvero molto spesso, quel mondo finanziario che dai conflitti trae, enormi, profitti. Non voglio dare ragione a Marx. Ma spesso, se non sempre è così.
I militari non amano le guerre. A parte, ovviamente, qualche fanatico. Categoria presente in tutte le professioni. Dai chirurghi agli allevatori di tacchini.
E non amano le guerre perché non sono loro a decidere, ma sono loro a doverle combattere. E a morire.
Però sono, devono, essere preparati a farle, le guerre. È il loro lavoro. La loro ragione di esistere.
Poi, possono sbagliarsi. O avere una visione troppo ristretta degli scenari possibili. E spesso i War Games si rivelano, alla prova dei fatti, inutili. Poco più che partite a Monopoli. Il Vietnam lo ha dimostrato.
Quindi Rob Bauer ha detto una ovvietà. Che non deve, o meglio non dovrebbe, suscitare scalpore. Non è lui che può decidere. Non è il suo compito. Lui deve solo essere pronto. Che poi lo sia veramente… è altro paio di maniche.
Le dichiarazioni che pesano, e che sono pericolose, sono ben altre. Quelle di Macron, in preda a delirio napoleonico. Quelle dei burocrati di Bruxelles, che incentivano il conflitto in Ucraina.
Quelli dei politici europei, che giurano di sostenere Zelenski sino ad una, impossibile e impensabile, vittoria finale.
Ma lasciate in pace i militari, per favore. Loro sono costretti a fare i fatti. Bene o male, spesso obtorto collo. Quando è necessario.
Le chiacchere pericolose, il dare aria alla bocca senza valutare i pericoli… è affare dei politici.
Che mai vanno al fronte a morire. Né loro, né i loro figli.


