“No, grazie. Nessun saluto istituzionale. Sono venuta qui solo per imparare”. Praticamente un miracolo. Un politico, in questo caso una donna, che rinuncia alla solita, inutile, passerella all’inizio di un convegno. Elisabetta Gardini, con garbo, ringrazia Mauro Fecchio, sindaco di Correzzola, ma non prende il microfono per le parole di rito che non interessano nessuno. E rimane per tutto il tempo del dibattito seduta al suo posto, evitando la cafonaggine tipica di molti suoi colleghi che parlano, sbrodolano banalità per minuti e minuti e poi se ne vanno con la scusa di impegni inderogabili.
Gardini invece resta a sentire gli interventi sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo. Dibattito d’avvio della seconda edizione di Librincorte che si conclude oggi a Correzzola grazie all’impegno di Fecchio che è riuscito a riunire le varie anime di una destra estremamente composita sia a livello politico sia giornalistico e librario.
Scelta coraggiosa, quella dell’esponente di Fdi. Perché si deve sorbire anche le critiche nei confronti di politici di destra che non sanno confrontarsi con il mondo dell’informazione. Che non sanno fare sistema. Che evitano accuratamente di sostenere le attività della loro area di riferimento. Meglio aiutare la gauche in redazione, sperando di avere meno attacchi sui media delle sinistre. Speranza vana.
La parlamentare ha ascoltato con attenzione. Probabilmente ha anche condiviso le critiche. Il problema è se riuscirà a trasferirle all’interno di un ambiente autoreferenziale che, a differenza sua, non ha la benché minima voglia di imparare.

