Narendra Modi contro gli Scarafaggi. Ma il primo ministro indiano ha clamorosamente perso due elezioni su tre in altrettanti stati andati al voto ad inizio agosto. La sua speranza è che il movimento degli studenti – che si è appropriato dell’insulto lanciato contro di loro da un ministro poi costretto alle dimissioni, trasformandolo nel nome del movimento – finisca come altri gruppi politici giovanili: un fuoco di paglia che si spegne presto. Come le Sardine in Italia, ad esempio: nessuno le ricorda più anche perché il loro impatto sulla società è stato praticamente nullo.
Però Modi dovrà comunque fare alcune riflessioni su questi insuccessi. Non tutti, in India, apprezzano il suo lento processo di modernizzazione. Non tutti i giovani apprezzano un linguaggio vecchio, veicolato con strumenti vecchi.
E, naturalmente, c’è chi soffia sul fuoco. E sono tanti. Perché l’India di Modi ha scelto la strategia della confusione e del piede in tante scarpe. Condanna la guerra in Ucraina ma non rinuncia al gas e petrolio della Russia. È in costante confronto/scontro con Pechino, soprattutto sul Tibet ma non solo, eppure fa parte dei Brics con Cina, Russia, Brasile, Sud Africa. Dunque l’India diventa un obiettivo da colpire, da normalizzare. Trump non si fida, ma non può farne a meno. In funzione anti cinese, soprattutto. Ma non solo. I vincoli d’amicizia con Washington non valgono assolutamente nulla. Dunque si possono sostenere gli Scarafaggi non per ottenere chissà cosa, ma per rappresentare una spina nel fianco di Modi, troppo tenero con Mosca.
Modi, in India, spera che gli Scarafaggi finiscano come le Sardine italiane. Ma, nel frattempo, vincono due elezioni
Narendra Modi contro gli Scarafaggi. Ma il primo ministro indiano ha clamorosamente perso due elezioni su tre in altrettanti stati andati al voto ad inizio agosto. La sua speranza è che il movimento degli studenti – che si è appropriato dell’insulto lanciato contro di loro da un ministro poi costretto alle dimissioni, trasformandolo nel nome del movimento – finisca come altri gruppi politici giovanili: un fuoco di paglia che si spegne presto. Come le Sardine in Italia, ad esempio: nessuno le ricorda più anche perché il loro impatto sulla società è stato praticamente nullo.
Però Modi dovrà comunque fare alcune riflessioni su questi insuccessi. Non tutti, in India, apprezzano il suo lento processo di modernizzazione. Non tutti i giovani apprezzano un linguaggio vecchio, veicolato con strumenti vecchi.
E, naturalmente, c’è chi soffia sul fuoco. E sono tanti. Perché l’India di Modi ha scelto la strategia della confusione e del piede in tante scarpe. Condanna la guerra in Ucraina ma non rinuncia al gas e petrolio della Russia. È in costante confronto/scontro con Pechino, soprattutto sul Tibet ma non solo, eppure fa parte dei Brics con Cina, Russia, Brasile, Sud Africa. Dunque l’India diventa un obiettivo da colpire, da normalizzare. Trump non si fida, ma non può farne a meno. In funzione anti cinese, soprattutto. Ma non solo. I vincoli d’amicizia con Washington non valgono assolutamente nulla. Dunque si possono sostenere gli Scarafaggi non per ottenere chissà cosa, ma per rappresentare una spina nel fianco di Modi, troppo tenero con Mosca.
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