Distrattamente, seguo i telegiornali. Molte notizie, certo, ma ben poche che valgano qualcosa. O, per essere più modesti, che suscitino il mio, personalissimo per carità!, interesse.

La Palestina. O meglio ciò che ne resta. Con il macello nella Striscia di Gaza. E la Cisgiordania ridotta ad una sorta di riserva indiana, senza neppure il conforto del whiskey.

 

E ancora…la Russia che, secondo i nostri Media, sarebbe in gravi difficoltà…mentre sta vincendo in Ucraina, nonostante stia combattendo, di fatto, contro l’intera NATO. Pur mascherata dietro al fantoccio Zelensky… che, per altro, delira, parla di vittoria…e intanto continua a portare capitali all’estero. Tanto per garantirsi il futuro…

Ma, queste, pur deviate e corrotte, restano notizie secondarie. Perché al centro della nostra attenzione mediatica vi è qualcosa di veramente più importante. E vitale.

 

Musk!

 

Già, proprio Elon Musk, il multimiliardario (secondo alcune fonti l’uomo più ricco del mondo) nonché ascoltato consigliere di Trump, appena rieletto alla Casa Bianca, che si è permesso di…criticare l’Italia. Dicendo, per altro, solo alcune ovvietà che, in fin dei conti, si possono ascoltare in qualsiasi taverna. Per altro non senza ottime ragioni.

 

Ora, ciò che ha detto Musk non conta. Ognuno può pensarla, sul sistema italiano e in particolare sulla giustizia, così come vuole. Nessun sistema è perfetto. E il nostro ha più volte dimostrato tutti i suoi limiti.

Per altro, anche altri sistemi di amministrazione della giustizia limiti ne hanno. E molti.

Ma non è questo, sinceramente, che suscita la mia perplessità.

 

Piuttosto è il clamore che si è levato di fronte alle critiche – come dicevo abbastanza ovvie e banali – di Musk.

Clamore a tutti i livelli. Compreso quello, istituzionalmente, più alto. Il Presidente della Repubblica.

Che si è preoccupato, immediatamente, di intervenire con volto austeramente serioso. Per affermare che Musk non ha titolo alcuno per giudicare, e criticare, il sistema Italia.

Giusto, si dirà. Peccato, però, che lo stesso il Presidente non abbia fatto quando le critiche, anche più pesanti, venivano da altri. Da governi esteri, come quelli francese e tedesco. Da Soros e da altri esponenti della finanza (speculativa) internazionale.

Per fare solo alcuni esempi.

 

Quelli possono parlare. E soprattutto fare ciò che vogliono. Con Mattarella, e dietro di lui pressocché tutta la politica italiana a capo chino. A dire: sì buana. Ordina e noi obbediamo. Proni e ossequienti.

 

Ora, io non ho una particolare simpatia per Musk. Il suo modo di concepire mondo e politica mi appare distante. Abissalmente.

Epperò in questo caso ha detto cose di ovvio buon senso. Che la politica italiana non funzioni è palese a chiunque non abbia gli occhi foderati di prosciutto. O che non sia, cosa più facile, in decisa malafede.

 

Comunque, ha solo espresso un’opinione. E le opinioni andrebbero discusse, contestate…non stigmatizzate col ditino alzato, in posa da vecchia beghina o maestra di provincia.

E, magari, ribattute e respinte con dati precisi. Con prove alla mano.

 

Non con la pretesa di un’autorità che ben pochi, forse ormai nessuno, ritengono ormai credibile a livello internazionale.

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