Trump si è sicuramente spaventato: gli eurotossici si sono riuniti e hanno mandato a Washington un chiaro monito. La Groenlandia non si tocca. Beh, non si tocca è un po’ eccessivo. Si potrebbe anche toccare, però bisognerebbe parlarne un pochino prima. Perché bisogna anche capire gli interessi degli yankee. Che sono sicuramente più importanti di quelli dei 60mila pescatori di gamberetti groenlandesi. E i danesi non contano nulla. Mica possiamo fare una guerra contro i padroni statunitensi per difendere i nipotini della sirenetta.

E poco importa se la Groenlandia è stata scoperta dai vichinghi. Mica conta la storia, di fronte agli interessi per le terre rare.
Dunque difesa della Groenlandia, ma pronti a cederla. D’altronde siamo tutti nella Nato, ma come i maiali della Fattoria di Orwell, qualcuno è più uguale degli altri. E la NATO, quanto a maiali e uguaglianza differenziata, non ha rivali. Lo si è visto anche con l’accordo tra Israele, che non fa parte della NATO, e la Grecia che ne fa parte. Insieme contro la Turchia, membro NATO. E Rutte? Muto, ovviamente. Forse non è ancora riuscito a capire il problema. Come adesso, con lo scontro tra USA e Danimarca. Rutte? Non pervenuto.

Tanto varrebbe scioglierla, la NATO. Ma è una tale mangiatoia da scoraggiare qualsiasi intervento. Tutti a tavola e chissenefrega della Groenlandia.