Niente di nuovo sul fronte orientale?

25 Giugno 2024

 

 

Che accade sul fronte russo-ucraino? Niente, nessuna novità dicono i nostri Media. Troppo impegnati a dare spazio a cose di fondamentale importanza, come il caldo record, 60° a Napoli…nel giugno piu piovoso di sempre…

 

Eppure un attacco missilistico ucraino ha colpito Sebastopoli. Uccidendo civili.

Un attacco guidato da un drone americano. Partito pare, dalla base di Sigonella. Il che dovrebbe indurre a qualche riflessione sul nostro, crescente, coinvolgimento. E su quella che potrebbe essere, in un prossimo futuro, la reazione russa.

L’attacco ha colpito una spiaggia. Bagnanti. Bambini. Washington dice che è stato un errore, un missile deviato dalla contraerea russa.

Ma al di là di accuse e controaccuse di facciata, che senso militare ha un simile attacco? Nessuno. Non cambia nulla dello scenario bellico. I russi continuano ad avanzare. L’esercito di Kiev è allo sbando.

 

Questo attacco è solo il segno della disperazione. Zelenski e i suoi cercano di dimostrarsi ancora vivi. E attivi. Ma è solo terrorismo. Né più, né meno.

Ci potrebbe stare, naturalmente. Colpi di coda. Non fosse per quel drone americano che guidava l’attacco. Partito, come dicevo, dalla “nostra” Sigonella.

 

Washington sta, incredibilmente, avvallando ed aiutando una strategia meramente terroristica. Sapendo perfettamente che è inconcludente. Inutile.

Unico scopo plausibile, ferire la Russia. E spingere l’ Orso ad attaccare a testa bassa. Dissanguandosi.

In questa prospettiva, l’attacco dei terroristi jihadisti ad una chiesa e una sinagoga in Daghestan suona, inevitabilmente, sospetto.

Certo, in Daghestan come nella limitrofa Inguscezia, sono da tempo operativi movimenti jihadisti piu o meno legati all’Isis. Ma la loro attività sta diventando sempre più frenetica proprio da che il conflitto russso-ucraino ha preso una piega decisamente favorevole a Mosca.

 

In ogni caso si tratta di una strategia stupida. Che deve contare, per portare ad un qualche risultato, su una reazione irrazionale ed inconsulta del Cremlino.

E questo va contro tutta la storia, politica e militare, della Russia.

 

Putin abbozza. Almeno in apparenza. Ma le sue armate avanzano su tutto il fronte. Lentamente. Consolidando le posizioni. Intanto stanno sistematicamente distruggendo tutto l’apparato logistico ed infrastrutturale di Kiev. La stessa capitale ha, ormai, difficoltà ad avere energia elettrica. Lunghi blackdown si succedono.

Le basi di rifornimento dell’esercito ucraino vengono martellate. E sistematicamente distrutte. Al fronte l’esercito di Zelenski perde tra i 1500 e i 2000 uomini al giorno… Senza contare mezzi ed armamenti.

Anche i, cosiddetti, mercenari – probabilmente truppe Nato sotto falsa bandiera – vengono, per lo più, annientati prima di riuscire ad entrare in linea.

 

Terribile la violenza dell’offensiva russa. Che si intensifica di giorno in giorno. Terribile, ma non cieca. Distruggere centrali elettriche e basi militari è una cosa. Massacrare dei bagnanti su una spiaggia ben altra.

Al di là di ogni valutazione morale, la prima è una precisa strategia mirata. La seconda stupida violenza. Improduttiva.

 

E negli States si levano sempre più voci, autorevoli, che chiedono di porre fine a questa guerra per procura. Di sedersi ad un tavolo con Putin e trattare, prima che sia troppo tardi.

Trattare in modo realistico. Non inseguendo i deliri drogati di Zelenski, che a Ginevra ha chiesto la capitolazione della Russia. Spalleggiato da Stoltenberg e alcuni leader occidentali. Il che dà da pensare su cosa bevano durante quei simposi…

Putin è pronto a trattare. Detta condizioni dure. Durissime. Ma è pretattica. Aspetta che a Washington prevalgano le voci che vogliono l’accordo. E ben prima dell’avvento di Trump.

 

Certo. Continua ad avanzare sul piano militare. Lentamente. Ma cercando di conquistare sempre più posizioni. E più tardi si aprirà una trattativa seria, più dure saranno le condizioni che imporrà.

 

Però sui nostri Media…

Niente di nuovo sul fronte orientale.

 

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