Un amore occasionale, una passioncella non duratura. Alemanno e Rizzo si augurano buon viaggio e proseguono ciascuno per la propria strada. Strade destinate a intrecciarsi spesso, ma le rispettive basi non erano mature per un percorso comune.
“Voi, nel 1919, e voi invece nel 1945.. ma negli anni 70.. gli agguati, le bombe, i saluti..”.
Troppo complicato chiedere ai militonti di guardare al futuro, di costruire una alternativa forte e credibile. Meglio guardare al passato, fermi immobili al ’45 ed anche più indietro. I garibaldini ed i Borbone, i giacobini ed i codini. In fondo è più comodo così. Ciascuno ha la sua storia, la sua versione della storia e si addormenta raccontandosela ogni sera.
Mica si può perdere tempo a studiare la situazione in Palestina, ad informarsi sui maggiordomi di Biden impegnati a scatenare una guerra mondiale nucleare. “Sì, però la seconda guerra mondiale”. Ecco, per evitare di impedire la terza, si può continuare a litigare sulla seconda. Magari anche sulla prima.
E l’economia? La macelleria sociale che vede maggioranza e oppofinzione fingere di litigare per appoggiare insieme, nella realtà, il medesimo modello liberal capitalistico non conta nulla rispetto all’onanismo intellettuale che porta a scontrarsi sull’effettiva portata del programma di partecipazione dei lavoratori.
L’importante è impedire che si saldino le possibili opposizioni al sistema. Va bene alla gauche in redazione che aveva paura di un inesistente partito rossobruno. Va bene ai militonti, va bene a classi dirigenti imbarazzanti che non devono confrontarsi con qualcuno in arrivo da fuori e che potrebbe rivelarsi migliori. Meglio continuare a premiare i mediocri: più partiti nascono, più poltrone si creano. Aumentano anche i costi, risorse sottratte all’attività politica. Ma ogni mediocre sogna il bastone da maresciallo e, per ottenerlo, è pronto ad infinite scissioni fino ad arrivare ad un partito con un unico aderente: finalmente leader si se stesso.
Niente partito rossobruno. Rizzo e Alemanno proseguono per la propria strada
Un amore occasionale, una passioncella non duratura. Alemanno e Rizzo si augurano buon viaggio e proseguono ciascuno per la propria strada. Strade destinate a intrecciarsi spesso, ma le rispettive basi non erano mature per un percorso comune.
“Voi, nel 1919, e voi invece nel 1945.. ma negli anni 70.. gli agguati, le bombe, i saluti..”.
Troppo complicato chiedere ai militonti di guardare al futuro, di costruire una alternativa forte e credibile. Meglio guardare al passato, fermi immobili al ’45 ed anche più indietro. I garibaldini ed i Borbone, i giacobini ed i codini. In fondo è più comodo così. Ciascuno ha la sua storia, la sua versione della storia e si addormenta raccontandosela ogni sera.
Mica si può perdere tempo a studiare la situazione in Palestina, ad informarsi sui maggiordomi di Biden impegnati a scatenare una guerra mondiale nucleare. “Sì, però la seconda guerra mondiale”. Ecco, per evitare di impedire la terza, si può continuare a litigare sulla seconda. Magari anche sulla prima.
E l’economia? La macelleria sociale che vede maggioranza e oppofinzione fingere di litigare per appoggiare insieme, nella realtà, il medesimo modello liberal capitalistico non conta nulla rispetto all’onanismo intellettuale che porta a scontrarsi sull’effettiva portata del programma di partecipazione dei lavoratori.
L’importante è impedire che si saldino le possibili opposizioni al sistema. Va bene alla gauche in redazione che aveva paura di un inesistente partito rossobruno. Va bene ai militonti, va bene a classi dirigenti imbarazzanti che non devono confrontarsi con qualcuno in arrivo da fuori e che potrebbe rivelarsi migliori. Meglio continuare a premiare i mediocri: più partiti nascono, più poltrone si creano. Aumentano anche i costi, risorse sottratte all’attività politica. Ma ogni mediocre sogna il bastone da maresciallo e, per ottenerlo, è pronto ad infinite scissioni fino ad arrivare ad un partito con un unico aderente: finalmente leader si se stesso.
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