Noi e i persiani

19 Aprile 2024

 

 

Iran.. Iran… si fa presto a dire Iran oggi. Sulla bocca di tutti, citato a proposito e sproposito. Ma quanti davvero sanno, anche fra gli esperti, cosa sia l’Iran ? E quanto la sua storia plurisecolare abbia contribuito alla nostra civiltà? Alla civiltà occidentale, intendo. Quella che siamo soliti far iniziate con la Grecia. E dove gli iranici, nelle vesti dei persiani, rientrano solo marginalmente nella nostra narrazione scolastica. Per lo più rappresentati come nemici. Alieni.

Una delle mistificazioni della storia operata nel tempo soprattutto recente, da noi… occidentali.

Ricordo un romanzo di Gore Vidal, eccentrico e geniale scrittore americano, di origine veneta. “Creazione”. Mi rivelò, per primo, che i persiani non erano i “barbari” fermati alle Termopili dal coraggioso Leonida e dei suoi trecento. Erano una civiltà antichissima. E, per molti versi, una delle nostre matrici.

 

L’Atene periclea. Il genio di Ictinos e Fidia. Ma venne dopo la Persepoli achemenide. Di cui imitò edifici e templi. Usando, però, il marmo. Non legno e stucchi come nella capitale dell’impero persiano.

 

E Democrito, il filosofo da noi considerato primo teorico dell’atomismo, veniva da Abdera. Ma, come il suo maestro Leucippo pare avesse viaggiato molto. Forse fino in India. Più probabilmente in Persia. Dove aveva incontrato le idee di Gosala, allievo di Mahavira il Jiaina, soprannominato “il mangiatore di atomi”. Perché per secoli l’Impero persiano fu il tramite tra civiltà greca e Oriente. Catena di trasmissione di idee, filosofie, modelli artistici e culturali.

 

La Persia non veniva considerata aliena dai Greci. Anzi, era il vicino di casa. Con il quale si poteva confliggere, certo. Ma era comunque fonte di continui scambi in tutti i campi.

Solo quattro ricordi, frammenti, buttati giù a casaccio. Per dire che l’Iran non è, e non è mai stato qualcosa di remoto ed estraneo. In tutta la sua complessa storia. Ricca di contraddizioni.

È un altro volto della nostra stessa civiltà.

 

Leggete Rumi. E troverete straordinarie consonanze artistiche e spirituali con Dante e Cavalcanti. Che pure non lo conoscevano. Ma l’atmosfera culturale, spirituale, era simile. Se non identica.

Leggete Nezami. Firdusi il paradisiaco. Leggete lo Shah Nameh, il Libro dei Re. E vi troverete Alessandro Magno, trasformato in figura mitica. Dell’épos iranico.

 

Poi, ci si ferma all’immagine distorta che ci viene trasmessa dai Media. E che potrebbe, in certo qual modo, venire riassunta nel film “I 300” di Snyder. Tratto dalla graphic novel di quel geniaccio di Frank Miller.

I Persiani come nemico assoluto. Barbari, corrotti, dispotici.

L’orribile Oriente contro la nostra civiltà democratica.

 

Non era così. Non è mai stato così. E non è così neppure ora.

Condividi

Trending posts

Leggi anche