Occidente senza élite

9 Agosto 2024

 

 

L’Occidente, o meglio quello che siamo portati a considerare come “Occidente allargato”, ha un grave problema di fondo. Appare sostanzialmente privo di una, autentica, élite che lo governi. E che ne diriga l’azione in una direzione concreta.

Certo, è autoreferenziale. Ed incapace di comprendere che il Mondo, e i suoi complessi e molteplici interessi, va molto al di là dei limiti che si è, inconsciamente, autoimposto. E che crede essere i limiti del mondo intero. Mentre rappresentano solo i confini di una visione estremamente limitata dello stesso.

Questa incapacità risulta essere il maggior limite dell’attuale Occidente. Che non riesce neppure a comprendere come le aristocrazie di governo esterne si muovano nella nuova realtà. Ne abbiamo avuto una riprova nella, per molti versi farseca, visita della nostra Giorgia Meloni in Cina. Quando questa ha detto al leader cinese Xi Jinping che deve cessare il suo appoggio a Mosca e alle Russia nel contesto del conflitto ucraino. Ricevendone, in cambio un, cortese e al contempo ironico, diniego.

 

Ironico, perché veniva dal capo, assoluto, di una delle maggiori realtà geopolitiche contemporanee. E veniva ricevuto, ma non compreso, da una tentennante leader di un paese sempre più irrilevante sullo scacchiere generale.

D’altro canto, la magra figura della nostra Meloni rappresenta bene lo stato delle relazioni internazionali tra Occidente e resto del Mondo. Che, per altro, ha assunto connotati ben più drammatici negli incontri tra Cina ed altri paesi europei. In particolare con Germania e Francia, trattate letteralmente a pesci in faccia dalla élite di governo cinese.

 

Il problema, se così vogliamo definirlo, sta però nella sostanziale inconsistenza delle, cosidette, élite occidentali. Che non sono tali…o meglio che sono élite, se così è ancora lecito definirle, sostanzialmente autoreferenziali. E, di fatto, prive di qualsiasi collegamento con la realtà dei popoli che dovrebbero rappresentare.

E “dovrebbero” è solo pallido eufemismo, essendo le attuali congreghe di governo occidentali totalmente avulse dalla realtà dei popoli di cui dovrebbero, invece, essere espressione.

Di fatto, si sta rivelando che le oligarchie che hanno il potere – ancorché un potere limitato – nei paesi dell’Europa occidentale, sono essenzialmente avulse dalla realtà dei popoli che governano.

Esempio lampante la Francia. Dove una olgarchia omofila ha imposto del “giochi” che altro non sono che la celebrazione dei propri “vizi”. Avulsi, totalmente, sia da ogni tradizione, sia da qualsivoglia connessione con il sentimento comune dei francesi. Della maggioranza dei francesi. Non di piccoli gruppi che circondano il potere autoreferenziale, e se ne beano.

 

Naturalmente un discorso a parte meritano gli Stati Uniti. Dove, indiscutibilmente, la realtà è più complessa. E il potere non solo nelle mani di, ristretti, gruppi autoreferenziali.

Per altro, uno di questi gruppi, attualmente al potere, tenta di forzare la mano. E di spingere gli States ad un punto di non ritorno nel conflitto, per ora mascherato e latente, con la Russia.

Sarà da vedere – e l’orizzonte risulta, attualmente, nebuloso ed incerto – come andrà a finire.

 

Tuttavia, questo potrà cambiare, apparentemente, uno schema di gioco. Non la sostanza del gioco di per sé stessa.

Il futuro del conflitto in Ucraina può restare incerto. E, forse, con un cambio alla Casa Bianca – ad oggi assai probabile – potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) trovare soluzione …pacifica.

Ma questo non inciderà sulla scena generale. E, soprattutto, medio-orientale. Dove la tensione è destinata a raggiungere il calor bianco. E il punto di non ritorno chiunque sieda alla Casa Bianca,

 

In questa partita, però, l’Europa appare completamente assente. Non tanto per una subalternità di ruoli – che pure esiste – quanto per l’inettitudine delle sue, pretese, élite.

Per l’incapacità, ormai palese, di queste di guardare alle cose del mondo in un’ottica più ampia.

E non condizionata, sino alla cecità, dalle proprie effimere, e sostanzialmente decadenti, predilezioni.

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