Offensive vere e false

25 Agosto 2024

 

 

Molta attenzione dei nostri Media sull’offensiva Ucraina in Russia. Enfatizzata come una grande svolta nel conflitto, seguendo i desideri di Kiev e del regime che vi vige.

 

Mi permetto, però, di fare alcune osservazioni in controtendenza. Perché questa narrazione della guerra russo-ucraina presenta molte, troppe falle. E, sinceramente, non mi convince.

Cerchiamo di guardare ai fatti. Nudi e crudi. La, cosiddetta, controffensiva di Kiev è avvenuta in uno spazio limitato. In territorio russo, certo. E tuttavia non ha spostato assolutamente di uno jota la situazione del fronte.

 

L’avanzata, improvvisa, degli ucraini nell’oblast di Kursk ha, indiscutibilmente, preso di sorpresa i russi. Perché questo sia avvenuto, e cosa comporti, è però cosa che dà molto da rifettere. Anche perché non sembra che la strategia di Mosca sia cambiata.

 

Infatti, le truppe di Mosca si sono limitate ad arretrate, sgomberando l’oblast sotto attacco. Senza spostare truppe dal Donetsk. Anzi, continuando imperterrite nella loro avanzata. Lenta, ma indiscutibile, volta ad assumere gradualmente il sicuro controllo di tutta la regione contesa. Che è, poi, l’obiettivo strategico di Mosca. Dichiarato e palese.

L’offensiva, o meglio la sortita Ucraina nell’oblast di Kursk può, certo, aver preso di sorpresa l’esercito di Mosca. E se ne stanno già vedendo gli effetti nell’azione di Putin, volta a cambiare, rapidamente, alcuni comandi. Tuttavia non ha sortito l’effetto desiderato. Quello di distogliere i russi dall’azione sistematica nel Donetsk.

 

Mosca si è, infatti, limitata ad arretrare. Momentaneamente. E a fare avanzare le truppe di Kiev, a quanto risulta supportare da numerosi reparti “mercenari”. E cosa questo voglia dire credo non sia necessario spiegarlo. Visto che, ormai, anche i sassi sanno che, a combattere sotto falsa bandiera, sono reparti speciali occidentali. E, più, precisamente, inglesi.

 

Comunque, la ritirata strategica russa, si è rivelata funzionale ad una, graduale, riconquista del territorio. A quanto sembra ormai già un atto. E, cosa fondamentale, realizzata senza spostare truppe dal Donbas. Dove le operazioni di, lenta ma inesorabile, conquista, stanno procedendo senza alcuna modifica dei piani.

Il che ha, inevitabilmente, spiazzato i comandi ucraini. O chi per loro. Che speravano in un alleggerimento della pressione sul Donbas. Mentre si trovano, ora, nella difficile situazione di essere in difficoltà nel territorio russo occupato transitoriamente, dal quale sono costretti ad arretrare, seppur lentamente. Mentre la pressione, sistematica, nell’area di offensiva russa non è affatto calata. Anzi.

 

Di qui l’assillo di Zelensky, che continua, sempre più disperatamente, a chiedere maggiori aiuti a Washington e all’Unione Europea. Conscio, nonostante i suoi molti limiti, che l’operazione Kursk è, sostanzialmente, fallita. Fallimento innanzitutto militare, e, cosa ancor più grave, politico.

 

Di qui, anche, la sostanziale tranquillità di Putin. Che non sembra aver mutato la sua, già di per sé densa, agenda. E che continua a tessere un nuovo sistema di alleanze tale da isolare la NATO, e la sua azione, in Ucraina.

 

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