Ore fatali

22 Settembre 2026

 

 

Non amo l’enfasi retorica. Non amo le urla di disperazione e i toni troppo altisonanti. Non amo il linguaggio dominante sui media in questo periodo.

 

Però queste sono “ore fatali”.

Fatali perché il futuro nostro, a ben vedere del Mondo, potrebbe dover decidersi davvero in pochi giorni. Una manciata di ore.

 

C’è chi vuole la guerra. La Grande Guerra, che, volenti o nolenti, finirebbe con il coinvolgerci tutti. E sconvolgere le nostre esistenze, ad essere ottimisti.

 

Intendiamoci bene. La guerra, atipica e asimmetrica, c’è già. Anche se non vogliamo rendercene conto.

Tuttavia, per ora, è stata, diciamo così, confinata in Ucraina. Soprattutto per volontà della Russia, a dire il vero.

E non perché Putin e i dirigenti di Mosca siano “buoni. Sono semplicemente realisti, e non hanno mai avuto interesse ad un dilatarsi del conflitto.

 

A differenza, purtroppo, delle, cosiddette, classi dirigenti europee. Che sembrano dominate da una follia, da una ùbris, che ci sta conducendo alla rovina.

 

Proprio in queste ore, il risultato delle elezioni dei Länder tedeschi assume il volto bifronte di una speranza e di una paura.

 

Speranza, perché appare ormai evidente come l’opinione pubblica tedesca sia orientata a votare, a destra come a sinistra, per quei partiti che non vogliono la guerra con la Russia. E che, anzi, vorrebbero tornare ad una normalità di rapporti, politici ed economici.

 

Tuttavia anche paura, anzi un’angoscia sorda che monta di ora in ora.

Perché Merz, il dipendente di Black Rock instaurato alla Cancelleria, sta inseguendo il suo canto del cigno. Prima di venire abbattuto.

Questo, però, è un canto di morte. Perché Merz sta cercando in ogni modo di portare la Germania in guerra con la Russia. Per favorire gli interessi che, da sempre, serve. E che non sono certo quelli del popolo tedesco.

 

Se riuscisse in questo, eserciterebbe un effetto trascinamento sulla Francia di Macron, ormai anch’egli agli ultimi conati come Presidente.

 

Ed anche l’Italia si troverebbe irrimediabilmente coinvolta. Vista la genuflessione della Meloni di fronte alla Von Der Leyen, che di questa guerra è uno dei principali fautori.

 

Quanto alla Gran Bretagna, Downing Street continua a soffiare sulle braci per alimentare il conflitto. Incurante, almeno per il momento, della rivolta ormai esplicita dei “suoi” popoli, compreso quello inglese. Che sta mettendo a ferro e fuoco Londra e le altre città.

 

Ma è, purtroppo, evidente come il cosiddetto Regno Unito sia in mano a potentati finanziari internazionali, dei quali la stessa Corona è solo un paravento.

Ed è palese che questi si avvalgono sempre più di una classe dirigente importata. Prevalentemente avulsa dalla cultura e dai popoli britannici.

Quanto a Washington, al momento, sembra stare alla finestra. Soffiando sul fuoco, ma cercando di non venire troppo direttamente coinvolto. E, ovviamente, guadagnandoci il più possibile.

 

Unica speranza resta nel “buon senso” di Putin e della dirigenza moscovita. Che viene, però, costantemente messo a dura prova. Tanto che sempre più forte si fanno sentire le voci di quelli che vorrebbero chiudere la partita definitivamente. Costi quelli che costi.

E temo ci costerebbe davvero molto.

 

Questione di ore, come dicevo. Ore che pesano come macigni. Ore fatali.

Poi…si vedrà.

 

Condividi

Trending posts

Leggi anche